Vertice Rio 2012Siamo logorati dalla speranza. E' questo il problema di coloro che hanno cercato di difendere  gli ecosistemi della terra. Ogni volta che i governi si incontrano per discutere della crisi ambientale, ci sentiamo dire che si tratta del  vertice dell’ “ora o mai più” dal quale dipende il futuro del mondo.

Anche se precedentemente le trattative potrebbero essere fallite tuttavia questa volta la luce della ragione si poserà sul mondo.

Sappiamo che si tratta di sciocchezze, tuttavia permettiamo alle nostre speranze di risollevarsi solo per vedere  190 nazioni discutere  per l’intera notte sull’uso del congiuntivo al paragrafo 286. Siamo consapevoli  che alla fine di tutto ciò, il segretario generale delle Nazioni Unite , il cui incarico lo obbliga a dire  assurdità in un impressionante numero di lingue,  spiegherà  che le questioni irrisolte (vale a  dire tutte) verranno rinviate al prossimo summit.  Ciò nonostante, ancora speriamo che accada qualcosa di positivo.

Il summit di questa settimana a Rio de Janeiro è un fantasma dell'incontro di successo e di speranza di venti anni orsono. Allora, i leader che si erano incontrati in questa stessa città nel 1992  affermavano  che i problemi ambientali  sarebbero stati risolti. Tuttavia, tutto ciò che hanno creato sono stati un aumento degli incontri  che continueranno  fino a quando i delegati, circondati dall’innalzamento delle acque,  avranno gustato l’ultimo  raro pennuto squisitamente presentato  in un involtino di foglie di olivo. La biosfera che i leader mondiali  avevano promesso di proteggere  si trova in uno stato decisamente peggiore  rispetto a quello di venti anni fa.  Non è il momento di riconoscere che hanno fallito?

Questi summit hanno fallito per la stessa ragione per cui le banche hanno fallito. I sistemi politici che si pensava  avrebbero rappresentato tutti noi, risultano essere governi di milionari da questi ultimi finanziati  e che agiscono per loro conto. Per questa elite gli ultimi 20 anni sono stati un banchetto. Su richiesta delle multinazionali e degli ultra-ricchi i governi hanno rimosso norme per loro limitanti  - leggi e regolamenti-  che  impedivano ad una persona di distruggerne un’altra. Aspettarsi  che governi finanziati e incaricati  da questa elite proteggano la biosfera e difendano i  più deboli è come aspettarsi che un leone viva in un gaspacho.

Basta solo vedere il modo in cui gli USA hanno ferocemente attaccato la bozza di dichiarazione del Summit sulla terra per afferrare le dimensioni del problema.  La parola “equo” , insistono gli USA, deve essere rimossa dal testo.  Vale la stessa cosa  per qualsiasi cosa menzioni  il diritto al cibo, all’acqua, alla salute, allo stato di diritto, all’uguaglianza di genere e al potere della donna.  Deve essere rimosso l’obiettivo di impedire  due gradi di riscaldamento globale. Lo stesso vale per l’impegno  a mutare  “il consumo non sostenibile e i modelli di produzione” e a separare la crescita economica  dall’uso naturale di risorse.

Più significativamente , la delegazione degli USA  chiede la rimozione di  molti dei fondamenti accordati dal presidente repubblicano a Rio nel 1992. In particolare, è stato stabilito di rimuovere  tutte le menzioni  del punto fondamentale di quel vertice sulla terra: le responsabilità comuni ma differenziate.  Ciò significa che mentre  tutti  i paesi  dovrebbero lottare per proteggere  le risorse mondiali, quelli con più risorse finanziarie a disposizione e quelli che hanno provocato la maggior parte di danni  dovrebbero avere un ruolo più significativo.

Ricordiamo che questo  non è il governo di George W. Bush ma di Barack Obama.  Il sabotaggio  paranoico, meschino  e unilaterale  degli accordi internazionali prosegue  in maniera incessante.  Vedere Obama ritornare sui proprio passi  riguardo agli impegni  presi dall’amministrazione di Bush padre venti anni fa significa constatare fino a che misura  un piccolo gruppo di plutocrati  ha stabilito la sua presa  sulla politica.

Mentre l’impatto distruttivo degli USA su Rio  è maggiore rispetto a quello di qualunque altra nazione , ciò non giustifica i nostri fallimenti. Il governo britannico si è preparato  per il summit della Terra  attraverso l’abrogazione sia del nostro Climate Change Act sia delle direttive europee sull’efficienza energetica.  David Cameron  non sarà al summit sulla Terra. Lo stesso vale per Ed Davey, il ministro per l’energia e i cambiamenti climatici (che probabilmente è una benedizione  dal momento che è totalmente inutile).

E' superfluo far notare  che Cameron  con gli altri assenti come Obama e Angela Merkel si trovano al summit in Messico del G20  che ha luogo immediatamente  prima di Rio. Un altro principio del summit  del 1992  - le questioni economiche e ambientali non dovrebbero essere discusse separatamente – è andato in fumo.

La crisi ambientale non può essere affrontata  dagli emissari dei miliardari. E’ il sistema  che deve essere messo in discussione  e non le singole decisioni. A questo proposito la lotta per proteggere  la biosfera  è la medesima lotta per la redistribuzione del reddito, per la  protezione dei diritti dei lavoratori, per la  sussidiarietà,  per l’uguaglianza prima ancora delle singole leggi.

Dunque, questa è la grande domanda della nostra epoca: dove sono tutti? Gli imponenti movimenti sociali del 19° secolo e dei primi anni ’80 del ventesimo  sono scomparsi e nulla li ha sostituiti. Chi di noi ancora contesta il potere ingiustificato sente che i nostri passi  fanno eco nelle vuote stanze che una volta erano affollate da moltitudini.  Quando poche persone protestano  -  come hanno fatto gli occupanti di Occupy Wall Street-  il resto della nazione  aspetta che gli stessi  conquistino  il tipo di cambiamento  che richiede il lavoro di milioni di persone.

Senza movimenti di massa, senza  conflitti per ridestare la democrazia, tutto ciò che ha valore  viene cancellato dal discorso politico.  Tuttavia, noi non ci mobilitiamo  perché  veniamo infinitamente  sedotti  dalla speranza:  la speranza è la corda  alla quali noi tutti siamo appesi.

Articolo pubblicato su The Guardian il 18 giugno 2012.Traduzione di Michela Onofri.

(21 giugno 2012)



Rio 2012: è il summit dell'ora o mai più. Come nel 1992

Articoli correlati:
Ok, non mi sono reso conto di cosa stava accadendo. Con tutti i problemi esistenti in Grecia, Italia, Spagna e Portogallo mi sono distratto da quel che avveniva a Cipro. Ma era proprio qui che andava in onda la grande notizia sull’Euro; in cambio...leggi tutto
Alcuni dei fattori che hanno prodotto l’eventualità di uno stallo e di un parlamento sospeso, all’indomani delle elezioni politiche italiane, sono insoliti per quel paese. Il fattore più ovvio a cui ascrivere questa situazione è un sistema ele...leggi tutto
La maggior parte degli italiani sanno che devono il calo dei rendimenti dei titoli di stato a Mario Draghi. La crisi finanziaria in Italia si è affievolita, ma la crisi economica si è ingrossata. E’ difficile trovare un  giorno in cui non si par...leggi tutto
Il mondo ha potuto vedere il filmato degli ultimi istanti di vita di Gheddafi. Tuttavia, fino ad oggi i dettagli esatti su come sia finito in un canale di drenaggio a Sirte e su come si sia procurato le ferite chiaramente presenti sul suo corpo eran...leggi tutto
giovedì, 23 maggio 2013

Il Punto

La strana prorogatio di Giorgio Napolitano

La strana prorogatio di Giorgio Napolitano

Ancora una volta  Giorgio Napolitano ha spiazzato tutti. La soluzione disegnata dal Presidente della Repubblica sembra avvicinarsi alla prorogatio proposta dal grillino prof. Becchi, con alcune importanti correzioni. leggi tutto


Segui LINKontro


petizionetortura