Doveva essere uno dei colpi grossi del mercato della Lazio di Lotito 2012-2013. Ma l’avventura italiana del brasiliano Breno, 22enne ex difensore del Bayern Monaco, si è conclusa prima di cominciare nell’aula della Corte distrettuale di Monaco (e per una volta non in un tribunale italiano).

Dove gli è stata inflitta una condanna di 3 anni e 9 mesi di reclusione nel processo per l'incendio appiccato alla sua abitazione di Gruenewald nel settembre dello scorso anno.

La difesa, invece, sperava in una sentenza decisamente più mite: una condanna a 2 anni avrebbe consentito al calciatore di ottenere la sospensione della pena e avrebbe agevolato il trasferimento del brasiliano ad una società straniera. Come la Lazio, la società che più attendeva questa sentenza.

Non deve essere un tipo facile questo Breno. Cresciuto nelle giovanili del San Paolo, approdato in Europa nel 2008 con il Bayern e poi passato al Norimberga, in prestito nel 2010, prima di tornare ancora in Bavaria. Promessa del calcio internazionale, fu definito nel 2007 miglior giocatore del campionato brasiliano. E paragonato spesso al difensore dell’Inter Lucio. Ma la sregolatezza lo ha portato fuori strada, ci auguriamo per lui, almeno per ora.

Solo poche ore prima della sentenza lo psichiatra Aachen Henning Sap ha sostenuto che il calciatore brasiliano arrivava a bere fino a 10 bottiglie di birra e una di whisky ogni giorno. Non proprio in bel biglietto da visita. Nel corso dell’udienza la procura ha reso noto di aver aperto un indagine contro il Bayern per violazione alla legge tedesca sui medicamenti, dopo che Breno aveva dichiarato di aula di aver sottratto regolarmente sonniferi dal reparto fisioterapeutico del club.

Arrivederci Breno. La sregolatezza c’è, il genio ancora non s’è visto.

 

(04 luglio 2012)



Condanna per Breno, un quasi genio senza freno

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