radcliff-watson-grintLi abbiamo visti crescere, abbiamo sentito le loro voci cambiare, ci hanno fatto  perfino tenerezza, avvinghiati com’erano a quei tre personaggi che con le loro magie hanno costretto centinaia di milioni di persone a chiudersi nei cinema per vederne le avventure. Ora è arrivato il momento fatidico, quello di riporre le bacchette, con tanti saluti agli spettatori. Dopo un’avventura durata dieci anni Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint, meglio conosciuti come Harry, Hermione e Ron, dovranno abbandonare le vesti da maghetti che tanto li hanno resi celebri; quasi cominciassero solo ora, fuori dal set, a vivere la loro vita vera.
A soli dieci anni si sono trovati parte di un vero e proprio fenomeno di portata mondiale che li ha spinti ad unirsi sempre di più, creando una sorta di nucleo familiare sicuro e protetto. Senza poteri speciali, invidiati dai loro coetanei, hanno affrontato lo sconosciuto mondo del cinema l’uno al fianco dell'altro e insieme hanno superato le prime difficoltà. Qualche apparizione extra l’hanno già fatta, ma ora non hanno più il paracadute, non hanno più la loro coperta di Linus, il loro rifugio di Hogwarts, devono affrontare il futuro professionale con le loro forze, ognuno per la sua strada.

Le dichiarazioni che hanno accompagnato l’uscita di quello che è annunciato come ultimo capitolo per Harry Potter - nelle sale italiane dal  prossimo 17 novembre - sembrano consumate tra nostalgia e senso di sollievo. "Finalmente liberi". "Harry Potter è come la mafia, non puoi uscirne davvero". "E’ stato un addio molto doloroso, abbiamo pianto tutti come fontane. Siamo più che amici, siamo fratelli".

La malinconia però lascia spazio ad una nuova e vibrante aria di libertà, ad una rinnovata voglia di fare "qualcosa di nuovo". Rupert vorrebbe misurare il suo talento in un "ruolo impegnativo", Daniel tra poco esordirà a Broadway ed Emma, al contrario, vorrebbe godersi la quotidiana vita universitaria. "Per dieci anni, per contratto, non ho potuto tagliarmi i capelli; ora li porto cortissimi", confida la ragazza.

Non più schiavi di un'immagine da dover rispettare che non rappresenta il mondo adulto al quale si affacciano, ora possono esternare la propria interiorità, possono scrollarsi di dosso la divisa della scuola di maghetti più celebre della storia, per manifestare al pubblico che li ama non più il personaggio, ma la persona.

E di Harry Potter che ne sarà? Ufficialmente è giunto al capolinea, ma una volta salutati i tre giovani - non più così giovani - interpreti, consigliamo di rinviare ogni disperazione: l’industria del cinema non ha mai abbandonato nessuna gallina che sappia ancora fare delle uova d’oro, e al momento si può escludere solo una cosa. Che il prossimo Harry Potter possa essere, secondo la moda corrente, il cosiddetto “prequel”, perché se così fosse i maghetti non potrebbero che essere all’asilo.

(16 novembre 2010)


L’ultimo Harry Potter: fine della magia per Radcliff, Watson e Grint?

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