I metereologi confermano che “l'estate 2012 è anomala ed eccezionalmente calda, batterà anche quella del 2003, e i prossimi 10 giorni saranno veramente infuocati”. Il mese d’agosto sarà quindi un mese drammatico per tutti, ma soprattutto per chi non ha la possibilità di cercare refrigerio.

Fra questi i 67 mila detenuti delle carceri italiane costretti a vivere in condizioni disumane in istituti penitenziari che hanno una capienza complessiva di 45mila posti. La drammatica condizione dei detenuti in Italia è tornata drammaticamente alla ribalta dopo l’ennesimo suicidio in carcere di pochi giorni fa. Un ragazzo ventiseienne di origine tunisina si è impiccato nella notte fra il 29 e il 30 luglio nel centro clinico di Regina Coeli.
Il giovane tunisino è il 34esimo detenuto che si toglie la vita dall'inizio dell'anno nelle carceri italiane. Il secondo nel Lazio, dopo il detenuto di 49 anni, che si e' suicidato il 18 marzo nel carcere di Viterbo.

L’elenco dei morti  in carcere si allunga se si considerano anche i 23 dall’inizio del 2012 deceduti "per cause da accertare".
Senza considerare poi il recente tentativo di suicidio del 12 luglio scorso. Nella casa circondariale di Rebibbia una donna di 30 anni ha tentato di togliersi la vita tagliandosi con una lametta le vene dei polsi e la trachea. La donna si è salvata soltanto grazie l'intervento immediato delle altre detenute e del personale di servizio.

In seguito al suicidio del giovane tunisino nel carcere romano, Mauro Palma, vicepresidente del Consiglio europeo per la cooperazione nell'esecuzione penale ed esponente dell’associazione Antigone insieme con Luigi Nieri, il capogruppo Sel al Consiglio regionale del Lazio, sono andati in visita ufficiale alla Casa circondariale Mammagialla di Viterbo dove hanno riscontrato lo stesso livello di sovraffollamento del resto delle carceri italiane: “Come, purtroppo, era prevedibile, a fronte di una capienza regolamentare di 444 detenuti, la struttura ospita ben 736 persone che, come è facile immaginare, vivono in condizioni terribili, soprattutto in un periodo di grande caldo come quello attuale”.

Ma è soprattutto nel reparto di alta sicurezza dove si registra la situazione più allarmante: “Abbiamo appreso che nella struttura sono presenti numerosi casi critici, fra cui un numero consistente di detenuti con gravi problemi psichiatrici – racconta Nieri - ci ha particolarmente colpito la vicenda di un detenuto che vive al buio in cella, per terra, raggomitolato su se stesso”. La causa del sovraffollamento, secondo l'esponente di Sel, è da ricercare nelle pene legate all’infrazione di due 'pessime leggi': la Fini-Giovanardi sulle droghe e la Bossi-Fini sull’immigrazione. Sia Palma che Nieri, infine concordono che la soluzione passa inevitabilmente per un “provvedimento di clemenza”.

Ma Il sovraffollamento è una drammatica piaga che non risparmia neanche gli agenti di polizia penitenziaria, costretti a turni estenuanti, anche di 12 ore al giorno a causa di una cronica carenza di organico, stimata nel Lazio dai sindacati di categoria intorno alle 1000 unità.

 

(04 agosto 2012)





Caldo e sovraffollamento. È ancora emergenza carceri

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