Secondo l’Istat, i poveri in Italia rappresentano l’11,1% della popolazione, con picchi del 23% nel sud del Paese. A questi va sommato un ulteriore 7,6% di italiani che vive sul filo del rasoio, persone a cui basta una spesa straordinaria per ritrovarsi sotto la soglia della povertà. Sono dati allarmanti che raccontano un Paese che vive perennemente sull'orlo del baratro.
Le fasce sociali più deboli sono abbandonate a se stesse e pagano il prezzo più caro di una crisi che è sempre meno congiunturale e sempre più strutturale.
Nello scenario drammatico di un Paese lacerato socialmente ed economicamente, i grandi partiti sembrano vivere sotto una campana di vetro, una realtà parallela che nulla ha a che vedere con quello che succede nel Paese. Per non parlare del Governo tecnico, che vive proprio in un microcosmo a parte, volutamente sordo.
La dirigenza del Pd, come al solito, si è avvitata in uno scontro interno sui diritti civili e le regole per le primarie. Due temi che non dovrebbero neanche essere messi in discussione, in un partito che osa definirsi di sinistra.
Dall’altra parte, si rischia addirittura l’amarcord, con il ritorno di Forza Italia e un salto indietro di 20 anni, con tanto di mal celato rifiuto della realtà e delle gravissime responsabilità del partito di Berlusconi nel determinare l'attuale situazione italiana.
Invece di studiare la mossa del cavallo, insomma, l'Italia pare intenta a eseguire il triste passo del gambero. Ahinoi.
(17 luglio 2012)
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