Latina e Provincia
Mafia nel Lazio: il caso Fondi non è ancora chiuso
di Angela Iannone
È trascorso un anno dall'insediamento della Dia (direzione investigativa antimafia) negli uffici del comune di Fondi. E ben 7 mesi dalla consegna della relazione al ministro dell'interno da parte del prefetto di Latina, Bruno Frattasi, in cui si chiedeva lo scioglimento del consiglio comunale, “con urgenza” (sic). Ora una novità sembrerebbe portare all'eventuale soluzione del cosiddetto caso Fondi. Si tratta proprio di una dichiarazione dello stesso Maroni, che lo scorso 2 aprile ha annunciato in Commissione parlamentare antimafia di aver finalmente “proposto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Fondi”.
L'ultima decisione spetta ora al consiglio dei ministri, ma sulla tempistica, visti i precedenti e le nuove emergenze nazionali, le garanzie sono poche. Così, se nel governo dovesse prevalere il calcolo politico, la città di Fondi rimarrà ancora nel suo limbo quel tanto che basta per non turbare le prossime elezioni amministrative, che interessano la stessa provincia di Latina.
In tal caso i due sodali dei piani alti del Pdl, l'attuale presidente della provincia Armando Cusani e il senatore fondano Claudio Fazzone, resisterebbero all'assedio che da qualche tempo è in atto nella loro stessa coalizione; a spese della cittadinanza fondana, che per evidenti motivi avanza il diritto a una decisione in tempi brevi. Ragion per cui le pressioni da parte dell'opposizione non dovrebbero affievolirsi proprio ora.
Il sindaco Luigi Parisella, invece, continua a ritenere immacolata la sua amministrazione e qualche tempo fa aveva addirittura fatto ricorso al Tar contro la commissione d'accesso agli atti. Secondo il prefetto Frattasi, il sindaco è proprio fra quanti avrebbero favorito in prima persona accordi e concessioni a persone legate alla malavita organizzata. Nel frattempo i consiglieri comunali del Pd, che da mesi hanno rinunciato a partecipare ai lavori del consiglio e delle commissioni, hanno depositato davanti a un notaio la richiesta di scioglimento anticipato del consiglio comunale, invitando tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, ad unirsi alla loro iniziativa.
(20 aprile 2009)

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