Sotto al cavalcavia. Storie di nuove poverta'
Razzismo sotto al cavalcavia
di Marco Roncaccia
C’è qualcosa peggio della guerra tra poveri? Certo che si: il razzismo tra poveri. D’altronde gli echi del mondo di sopra arrivano anche sotto, e il mainstream contamina le opinioni di entrambi i lati del cavalcavia. A volte al furgone sembra di essere in quella scena di “Fai la cosa giusta” di Spike Lee in cui, in una veloce sequenza di insulti razzisti circolari, si danno il cambio italiani, cinesi, latinos, afroamericani. L. è incazzato. Non è certo un buon periodo per essere rumeno. Specie se sei alcolista e frequenti la stazione.
Dice di essere stato fermato da una pattuglia. Gli agenti gli hanno preso la birra e gliela hanno vuotata nel tombino, tra gli applausi di un circolo di bevitori italiani poco lontani. Vorrebbe tornare in Romania e vagare nella sua città alla ricerca di uno qualsiasi di quegli italiani che fanno fortuna sfruttando il lavoro dei rumeni e picchiarlo a sangue. Si sa, da odio nasce odio. La mediatrice culturale, al furgone, ascolta con pazienza lo sfogo alcolico. Non è il caso di controbattere. Lo farà quando L. sarà più lucido.
C. ce l’ha con tutte le straniere che le contendono la piazza, più giovani, attraenti, e facili allo sconto sulla marchetta. Conquistare il necessario per la sopravvivenza (eroina inclusa) diventa sempre più difficile “li stranieri ce rubeno er lavoro” è il suo mantra preferito.
M. invece la prende con più filosofia, anche lei “sti stranieri li manderebbe tutti (anzi tutte) a casa loro”, ma poi si intenerisce, “vedi ste ragazzine spaurite” e da brava veterana della strada dispensa buoni consigli e profilattici.
S è russo e ce l’ha con i rom Rumeni (puzzano, rubano, si ubriacano).
C., invece, Rom rumeno e socio di S. nel parcheggio abusivo, ce l’ha indistintamente con tutti, Rom romeni inclusi. Però la fonte della sua maggiore idiosincrasia sono gli italiani che “nei giorni di festa si chiudono in casa a guardare la televisione” mentre loro, i rom, “mmazzare gallina, accendere fuoco, bere whisky e ballare fino a vomitare cuore”. Ognuno si diverte come può. Fatto sta che pur senza gallina da “mmazzare”, S. e C. sono spesso ubriachi, litigano, vai a capire se per motivi “etnici” o di spartizione dei guadagni e spesso arrivano alle mani. Il primo, alto e dinoccolato, lancia pugni sopra la testa del secondo che bassino non arriva nemmeno, lui, con la massima estensione del braccio a colpire il primo. Insomma più che un ring sembra una pista da ballo.
Si diceva che non è il momento migliore in Italia per essere rumeni, figuriamoci per fare i mediatori culturali sotto al cavalcavia. Capita per esempio di dover soccorrere F., italiano che arriva strafatto e con fiumi di sangue che gli escono da una ferita sulla testa e che dice di voler ammazzare il primo romeno che gli capita a tiro. Racconta di essersi “messo in mezzo” a un gruppo di stupratori che stavano aggredendo una ragazza. “Guarda come m’hanno ridotto!”. Indovinate la nazionalità degli stupratori!
In mezzo a urla, insulti, si procede ad un tamponamento della ferita e si chiama un’ambulanza. F. viene portato al più vicino ospedale per la sutura. Intanto gli operatori scambiano due chiacchiere con le persone attirate dal trambusto e chiedono ai compagni di merende di F. cosa è successo esattamente. Arriva puntuale la ricostruzione dei fatti. “ Dopo du litri de vino e 5 rivotril” F. sì è addormentato seduto su una ringhiera ed è cascato battendo la testa contro il ciglio del marciapiede.
Cosa può capitare ad una mediatrice culturale romena che lavora in un’attività di strada di riduzione del danno sotto al cavalcavia della stazione Tiburtina, subito dopo l’ episodio ora descritto? R. maghrebino, che arriva incazzato perché un tizio che aveva aiutato a parcheggiare l’ha insultato, e che sprizzando disprezzo da tutti i pori, la guarda negli occhi e gli fa “voi italiani fate proprio schifo!”.
(6 luglio 2009)

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SUPER-UDS!
Impavida e sempre all'erta...tra la gente della stazione tiburtina si vocifera
che i suoi operatori non siano proprio umani ma frutto di sapienti incroci
genetici con una specie aliena...o forse proprio alieni.Resistenti a scabbia e
pediculosi,inattaccabili da eczemi e verruche,impermeabili al sangue altrui
contaminato,insensibili alla fatica...addirittura privi di olfatto.Non hanno
necessità di nutrirsi,nè di coprirsi per il freddo o rinfrescarsi con bevande
ghiacciate per il caldo torrido e polveroso del cavalcavia.Bevono caffè,questo
si....ma per loro è solo un rito,una pausa.
I pendolari che si muovono rapidi tra i binari si confidano,tra una fermata e
l'altra,che qesti formidabili operatori nemmeno dormono...per questo sono
sempre lì sotto,a tutte le ore.Ad una prima occhiata è difficile
individuarli...si mimetizzano,si confondono con gli invisibili della stazione
tiburtina.
Ma se sei abbastanza fortunato può capitarti di entrare nel bar dell'angolo...al
momento giusto...tieni gli occhi aperti,magari c'è qualcuno che chiede un
espresso...e apri bene le orecchie...se senti vicino un rumore sordo e
ritmico...qualcosa che pulsa,un battito...forse è uno di loro..hanno due cuori
ciascuno e cervelli che non riposano mai!
Violenza sessuale su due bambine
Arrestato, si era infiltrato all'oratorio
Un pedofilo italiano è stato arrestato dai carabinieri in un oratorio, nel quale si era introdotto fingendo di dover consegnare dei gelati. Rimasto nascosto, ha atteso che passassero due ragazzine e, chiedendo informazioni su dove fosse il bagno, le ha trascinate dentro, spogliate e palpeggiate
Home - Notizie Milano http://ilgiorno.ilsole24ore.com/milano/2009/07/09/203231-violenza_sessuale_bambine.shtml
prec succ
Milano, 8 luglio 2009 - Ha trascinato due ragazzine nel bagno dell’oratorio le ha denudate e le ha molestate pesantemente. Il pedofilo, italiano di 59 anni, con qualche precedente per reati sessuali, è stato arrestato dai carabinieri poco dopo l’aggressione, nascosto dietro una siepe del parco della Martesana.
La violenza sessuale si è consumata in un centro estivo annesso ad una parrocchia in zona via Padova.
Una struttura che a luglio ed agosto per l’intera mattina fino al tardo pomeriggio ospita un centinaio di ragazzini. Ovviamente una struttura chiusa agli estranei, come garantiscono gli educatori preoccupatissimi che questo episodio possa seminare allarmismi controproducenti fra gli altri ospiti.
L’uomo, di cui sono state fornite solo le iniziali P.S. si sarebbe introdotto all’interno con uno stratagemma, avrebbe cioè atteso un camioncino che porta i gelati, è entrato nel cortile prendendo una cassetta di gelati dal furgone, eludendo la rigida sorveglianza, dei custodi.
Poi sarebbe rimasto nascosto e in attesa di qualche «preda». Quando ha notato una ragazzina di 10 anni lontana dal gruppo l’avrebbe avvicinata chiedendole informazioni su dove fosse il bagno. La bambina ovviamente non ha sospettato nulla e quando lo sconosciuto l’ha pregata di indicargli e accompagnarlo ha acconsentito.
Poi la bambina è stata trascinata dentro, spogliata e pelpeggiata. Dopo qualche minuto è riuscita a fuggire. Replica poco dopo con il medesimo trucco con un’altra bambina. Anche lei spinta nella toilette e molestata. Intanto la prima vittima in lacrime e parzialmente svestita ha attirato l’attenzione degli educatori che hanno subito dato l’allarme.
Pochi minuti dopo una pattuglia di carabinieri del Nucleo radiomobile aveva raccolto la denuncia e la descrizione del maniaco che non doveva essere molto lontano. Una «battuta» nel vicinissimo parco che costeggia il fiume ha dato esito positivo.
L’uomo aveva cercato di nascondersi dietro una siepe ma i militari lo hanno bloccato e portato in caserma. Ovviamente è finito a san Vittore con l’accusa di violenza sessuale a minori.
siamo neolatini e crsitani non mussulmani! non vonfondeteci con l etnia romperche ci sono anche italiani di etnia rom!!!
Ogni giorno è una lotta
chi sta sopra e chi sotta
come diceva arbore