Stampa Estera
di Jonathan Owen (The Independent)
Secondo quanto dichiarato dall’inviato sui cambiamenti del clima del presidente Obama la scorsa notte, i colloqui per salvare il mondo dagli effetti catastrofici del riscaldamento globale potrebbero fallire.Todd Stern ha dichiarato a Channel 4 News che i colloqui del pre-vertice si sono svolti eccessivamente a rilento e ha ammonito che è “certamente possibile” che nessun accordo avrà luogo al summit che si terrà a dicembre a Copenhagen. “Questa è una negoziazione complicata. Ciò di cui abbiamo bisogno è che la Cina, l’India, il Brasile, il Sud Africa e altri stati si assumano le proprie responsabilità, ne incoraggino alcune, e poi le collochino all’interno di un accordo internazionale - e in seguito sapere dove non rispettano ciò che dicono, esattamente come noi dichiariamo delle cose che poi non facciamo” aggiunge. Stern parlava così alla vigilia dei colloqui cruciali tenutesi a Londra al Major Economies Forum che rappresenta alcune delle nazioni con più alto tasso di inquinamento del mondo e che oggi prova a risolvere i disaccordi prima del vertice.
Un ostacolo significativo che impedisce l’accordo è quello riguardante la provenienza delle risorse finanziarie necessarie ad aiutare i paesi in via di sviluppo a diminuire le emissioni di carbonio – ciò potrebbe costare 100 miliardi di dollari (61 miliardi di sterline) all’anno entro il 2020. Mesi di trattative sono falliti per rompere l’impasse che si era creata fra i paesi in via di sviluppo, che rimproverano all’occidente di avere creato il problema, e i paesi più ricchi che si sentono a disagio alla prospettiva di pagare il conto per aiutare queste nazioni a convertirsi alle politiche ecologiste. Molto è in gioco. A meno che non si raggiunga un accordo, molti milioni andranno perduti per il cibo e per le risorse idriche e questi paesi si ritroveranno ripetutamente colpiti da tempeste e alluvioni senza pari prima. L’innalzamento del livello del mare sommergerebbe intere isole come le Maldive, ad esempio, con il numero delle vittime che arriverebbe a toccare le centinaia di migliaia all’anno.
Il segretario di Stato per i cambiamenti climatici, Ed Miliband, parlando ieri con l’Independent on Sunday, ha fatto eco ai timori di Stern: “Siamo molti vicini alla possibilità che nessun accordo potrebbe avere luogo a Copenhagen, sarebbe una tragedia se il mondo fallisse”. Miliband ha esortato i delegati ai colloqui di oggi a mettere da parte le proprie divisioni: “Con soltanto 50 giorni di distanza dal vertice finale di Copenhagen, dobbiamo impegnarci molto. La Gran Bretagna è determinata a fare di tutto perché la posta in gioco è molto alta.”
Tuttavia, l’accordo è già soggetto alle lungaggini della burocrazia. I negoziatori a Copenhagen disporranno soltanto di 5 giorni per provare e ridurre le 200 pagine piene di 2000 dibattuti paragrafi. Mentre i governi continuano a discutere dei dettagli, emergono tenui segnali di esitazione fra le centinaia di dimostranti presenti nel loro raggruppamento che hanno cominciato un fine settimana di proteste ieri, nel tentativo di chiudere una centrale elettrica alimentata a carbone a Ratcliffe-on-Soar nei pressi di Nottingham. La polizia ha fermato più di 20 dimostranti prima della manifestazione sospettati di cospirazione al fine di organizzare uno sconfinamento. Ulteriori arresti sono stati effettuati quando le recinzioni perimetrali sono state abbattute.
Obiettivi – risultati del fallimento
1) I paesi in via di sviluppo devono ridurre le emissioni di gas serra, il fallimento di questo punto condurrà il mondo a un cambiamento climatico pericoloso e catastrofico.
2) I paesi in via di sviluppo devono limitare l’aumento delle emissioni di carbonio o fronteggiare carestie, siccità o alluvioni.
3) Occorrono fondi per sostenere i paesi in via di sviluppo al fine di creare delle economie basate su basse emissioni di carbonio; senza nessun supporto alcuni avranno poche possibilità di farlo.
4) Rendere le ultime tecnologie in materia ecologica disponibili in quelle parti del mondo più povere al fine di diminuire l’inquinamento.
5) Ridurre la deforestazione, responsabile per un quinto delle emissioni di carbonio nel mondo, diversamente l’85% della foresta amazzonica potrebbe andare perduta.
(articolo pubblicato su The Indipendent il 18 ottobre 2009.Traduzione di Michela Onofri)
(26 ottobre 2009)

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