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USA: la Camera approva la riforma sanitaria. Ma senza diritto di abortire
di John Nichols (The Nation)

biden-obama-pelosiLa Camera dei Rappresentanti  risponde alla “chiamata della storia” avanzata dal Presidente Obama lo scorso sabato, e che ha scelto con 220 voti a favore  il più radicale progresso dell’assicurazione sanitaria dal decreto del Medicare and Medic-Aid Act del 1965. I democratici si sono infiammati con un applauso alle 11.08 nel momento in cui il 218esimo voto di maggioranza è stato dato in favore dell’ “Affordable Health Care for America Act”. Il provvedimento ha alla fine ricevuto i voti di 219 democratici.

Soltanto un repubblicano, Joseph Cao della Louisiana, lo ha sostenuto. Trentanove democratici si sono uniti ai 176 repubblicani nel rifiutare le riforme che le elezioni hanno suggerito essere largamente supportate  dagli americani.

Una manciata  di voti negativi sono giunti dai democratici che hanno avvertito che la legge promossa dall’amministrazione Obama e dalla Camera era una risposta insufficiente alla crisi del sistema sanitario. Fra i sostenitori progressisti del “no”  figurava il democratico dell’Ohio Dennis Kucinich, uno dei  fautori principali del sistema “Medicare for All”, fondato sul singolo pagante, che dovrebbe sostituire le società di assicurazioni private  con un programma pubblico.

Kucinich ha affermato:
"Questa legge sulla sanità prosegue la redistribuzione del benessere a favore di Wall Street e alle spese dei settori manifatturiero e dei servizi dell’America che risentono di costi che gli altri paesi non devono sostenere, in particolare i costi della sanità. L’America continua a spiccare fra tutte le nazioni industrializzate per il suo sistema sanitario privatizzato. Come risultato, siamo meno competitivi nel settore dell’acciaio, dell’auto, dell’industria aerospaziale e di quella marina mentre altri paesi sovvenzionano le loro esportazioni in questi settori mediante la socializzazione dei costi dell’assistenza sanitaria”.

Il progetto di riforma, che è stato condotto dal presidente della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi, è comunque imperfetto, così come riconosciuto da lei stessa.

Tuttavia, aumenta in maniera sensibile le possibilità per decine di milioni di americani che non sono attualmente coperti da assicurazioni private.

Questo è stato sufficiente perché Nancy Pelosi accettasse quello che è risultato per lei un amaro compromesso sulla questione dell’aborto, al fine di mettere al sicuro i voti necessari per far passare il provvedimento. 

Sabato notte, il presidente ha annunciato che la camera aveva indubbiamente fatto la storia con il suo voto di conferma al progetto di riforma.

Sabato le rappresentazioni epiche del voto alla Camera hanno assunto il sapore del luogo comune poiché i democratici hanno paragonato la loro normativa con le legislazioni storiche del passato.

“Questo è un momento storico per la nostra nazione. Il passaggio alla Camera della riforma sanitaria 3962, “The Affordable Health Care for America Act” segna il primo passo verso la copertura sanitaria per tutti gli americani” afferma il democratico del Wisconsin Tammy Baldwin, che ha partecipato a redigere la legge  come membro  della commissione della camera per l’energia e il commercio. “Credo veramente che ci guarderemo indietro e vedremo il passaggio di questa legge significativo tanto quanto il passaggio del Social Security Act nel 1935 e quello del Medicare e Mediacal Act nel 1965.”

In realtà, la Camera ha semplicemente redatto una prima bozza della “storia”.

Il Senato  deve ancora pronunciarsi su una proposta di riforma molto diversa.

Inoltre gli atti della Camera e del Senato devono essere riunificati e  a seguire dovranno essere approvati  un' altra volta da ogni camera. Soltanto dopo questi voti finali Obama avrà la possibilità di firmare la riforma del sistema sanitario.

Non sarà un processo veloce o semplice  come è risultato evidente sabato.

Prima che la Camera votasse,  i parlamentari democratici hanno ascoltato l’invito di Obama: “ora è il momento di finire il lavoro”, un discorso che ha aiutato ad ottenere una unità relativa all’interno dell’incontro fra i capi di partito che hanno polemizzato fino all’ultimo minuto  su questioni che andavano dall’aborto all’immigrazione al costo stimato di 1 trilione di dollari per la riforma.

Venerdì sera e sabato mattina poi, si sono avuti dei duri scontri sul tema chiave dell’aborto che ha quasi fatto deragliare rispetto al tema principale del dibattito.

I leader dei democratici Camera sono stati messi sotto pressione da alcune dozzine di democratici contro questa scelta, al fine di far aggiungere degli ostacoli linguistici ai fondi federali destinati all’aborto. Per ottenere i voti di cui aveva bisogno, Nancy pelosi  si è trovata nella spiacevole situazione di barattare delle garanzie secondo le quali le donne con basso reddito dovrebbero poter avere accesso  alla copertura sanitaria (Reproductive Health Service).

Le tortuose negoziazioni finali hanno fatto affiorare delle crepe nel “muro di separazione” di Thomas Jefferson fra lo Stato e la Chiesa, poiché i nemici dell’aborto, come il democratico della Pennsylvania Jason Altmire, hanno apertamente riconosciuto che non avrebbero votato la legislazione della riforma sanitaria a meno che questo non gli venisse suggerito dai vescovi cattolici del loro distretto.

I democratici a favore della scelta, guidati dalla democratica del Colorado Diana DeGette, lo hanno respinto.

Tutto ciò ha creato una situazione di stallo che la Pelosi ha cercato di rompere permettendo un voto su un emendamento per porre limiti al fondo destinato all’aborto all’interno della nuova struttura che potrebbe essere creata dall’”Affordable Health Care for America Act”. I democratici  a favore della scelta si sono opposti all’emendamento della deputata dell’Illinois Jan Schakowsky, co-presidente  del gruppo politico delle donne al Congresso, che ha esortato  le sue colleghe  a votare contro il provvedimento volto a diminuire il diritto di scelta delle donne e a costringerne molte a pagare di più per la loro assicurazione.

La Schakowsky ha dichiarato:
“Questo emendamento va oltre l’attuale legge che già proibisce l’uso dei fondi federali per gli aborti. Va oltre il linguaggio  di questa legge che garantisce che i soldi federali non vengano usati per l’aborto. Questo emendamento dichiara che una donna non può acquistare una copertura assicurativa che include medicamenti per l’interruzione di gravidanza  usando le proprie risorse; alle donne della classe media che usano esclusivamente  i loro fondi sarà proibito  acquistare un programma di assicurazione pubblico o privato con annesse anche le spese per l’aborto nella nuova proposta di assistenza sanitaria.  La loro unica scelta è quella di acquistare una polizza di assicurazione che copre soltanto le spese per l’interruzione di gravidanza - un approccio ridicolo e infattibile dal momento che nessuna donna prevede  un aborto. Questo emendamento è un radicale allontanamento dalla legge attuale e danneggerà milioni di donne che perdono l’assistenza di cui già dispongono. Questa legge di riforma del sistema sanitario deve riguardare il miglioramento dell’accesso all’assistenza e non un ulteriore restrizione al diritto di scelta di una donna. La nostra legge riguarda la diminuzione dei costi di assistenza  per milioni di donne e delle loro famiglie, non un ulteriore marginalizzazione delle donne nel costringerle a pagare di più per la loro assistenza.  Questo emendamento è una porta di servizio per ribaltare Roe contro Wade. È un disservizio ed un insulto a milioni di donne in tutto il nostro paese.  Esorto tutti i miei colleghi  a votare contro”.

Nonostante l’appropriato e appassionato argomento di Schakowsky, l’emendamento è stato approvato con 240 voti contro 194. 64 democratici hanno votato con 176 repubblicani  per far passare l’emendamento che De Gette  ha condannato  come “ il più grande limite del diritto di scelta di una donna” passato al Congresso  “nella nostra carriera”.

L’opposizione del “partito del no” alla riforma  era così forte che anche i repubblicani a favore della scelta  si sono uniti ai loro colleghi del no in un voto unificato dei repubblicani contro l’emendamento.

La guerra all’aborto, come anche la battaglia sulla restrizione  della copertura assicurativa  degli immigrati che aveva irritato particolarmente  i membri del gruppo politico ispanico, ha reso sabato una giornata difficile e a volte incerta per la Pelosi e i suoi assistenti.

Tuttavia, Obama ha avuto abbastanza fiducia per aumentare  il suo capitale politico  con un appello calmo ma tuttavia efficace  per l’unità dei democratici.

Il presidente  ha fatto il classico richiamo secondo cui “nessuna legge potrà mai contenere tutto quello che si vuole” e la grande maggioranza  dei democratici si è trovato d’accordo su – nonostante la tutt’altro che robusta scelta politica  e il brutto compromesso per i diritti dell’aborto – una legge imperfetta ma necessaria.

Ha dichiarato Obama:
“La legge fatta dalla Camera fornirà la stabilità e la sicurezza per gli americani che non dispongono di una copertura assicurativa; la qualità, scelte accessibili per coloro che non le hanno; e costi più ridotti per le famiglie e le imprese americane.  Poiché ho insistito fin dall’inizio, è una legge che ha la totale copertura finanziaria e che ridurrà veramente il nostro deficit federale di lungo termine. Questa legge è un cambiamento di cui il popolo americano aveva urgentemente bisogno. Non è soltanto quello che dico io. L’Unione di Consumatori la sostiene perché creerà, e cito, “ un sistema sanitario più sicuro, affidabile per gli americani.
L’American Medical Association e l’American Nurses Association la sostiene per conto dei dottori e degli infermieri e del personale medico che sono direttamente consapevoli di cosa non funziona nel nostro sistema attuale e sono coloro che vedono cosa accade quando i loro pazienti  no possono avere le cure di cui necessitano a causa della burocrazia del sistema assicurativo.
La “National Farmers Union” appoggia questa legge perché controllerà i costi per gli agricoltori e i proprietari di ranch e indirizza le sfide uniche che gli americani agricoltori affrontano quando riceveranno un’assistenza di qualità.
L’AARP (American Association for Retired People) la sostiene perché raggiungerà l’obiettivo per il quale l’AARP ha lottato per decenni – riducendo i costi della sanità, espandendo la copertura assistenziale per gli anziani americani e rafforzando  Medicare per il lungo periodo.
Ora, nessuna legge potrà mai contenere tutto quello che si desidera, o si adatta ad ogni collegio o ad ogni distretto. E’ un’impresa impossibile. Tuttavia, ciò che risulta possibile  e quello che abbiamo in mano proprio ora è la possibilità di impedire un futuro in cui ogni giorno 14.000 americani continuano a perdere la loro assicurazione sanitaria  e ogni anno 18.000 americani muoiono perche ne sono sprovvisti. Un futuro in cui costi tremendi tengono le piccole imprese lontane dal successo e le grandi imprese  lontane dalla competizione nell’economia globale, un futuro dove sogni innumerevoli sono rinviati o ridimensionati  a causa di un sistema rotto che avremmo potuto sanare quando ne avevamo avuto la possibilità.
Ciò che possiamo fare ora è scegliere un futuro migliore e approvare una legge che ci conduce alla cuspide di un edificio che così tante generazioni di americani  hanno cercato di costruire – un migliore sistema sanitario per questo paese”.

La maggior parte dei progressisti alla camera ha accettato la linea del “cosa possiamo fare ora” come ragionevole. Il parlamentare della California Pete Stark, un democratico di lungo corso che ha sostenuto per decenni la sostituzione dell’attuale struttura di profitto col sistema “Medicare for All”, ha riassunto i sentimenti dei progressisti quando ha spiegato il motivo per cui ha votato una misura che era molto più debole di quello che lui avrebbe voluto.

“Alla mia età” dice Stark “ho imparato a prendere quello che puoi quando puoi”.

(articolo pubblicato su The Nation l' 8 novembre 2009.Traduzione di Michela Onofri)

(12 novembre 2009)

 

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