Bar Sport
Secondo le indiscrezioni del Sole 24 Ore l’Associazione Sportiva Roma starebbe studiando un progetto di azionariato popolare. Il celebre quotidiano economico, sostiene che “entro fine febbraio lo studio legale Biamonti e l'advisor EnVent, che stanno seguendo l'iniziativa, dovrebbero organizzare una conferenza stampa nella quale il progetto sarà presentato in modo dettagliato''.
L’ipotesi allo studio riguarderebbe la creazione di una società che potrebbe entrare nell'azionariato della squadra di calcio, affiancando la famiglia Sensi o gli altri proprietari futuri: a dare il via all'operazione dovrebbero essere 83 azionisti, selezionati tra figure di spicco del mondo imprenditoriale e dello spettacolo.
Un gruppo fondativo attorno al quale poi catalizzare l'azionariato popolare, potenzialmente costituito da migliaia di tifosi romanisti. Stretto riserbo sui nomi dei primi azionisti, anche se il Sole 24 Ore cita indiscrezioni secondo cui sarebbero stati contattati o sondati, per un'eventuale disponibilità , manager come Cesare Romiti, attori come Carlo Verdone e politici come Massimo D'Alema. Il prossimo 23 febbraio, inoltre, i promotori del progetto dovrebbero partecipare a Bruxelles ad un incontro al Parlamento europeo sul tema dell'azionariato popolare.
L’A.S Roma sembra voler seguire le fortunate sorti del club catalano, sempre più un punto di riferimento per il mondo calcistico, non solo per le gesta sportive. Nel Barcellona FC la presidenza è stabilita dai soci. Una regola che fu violata soltanto nel periodo posteriore alla guerra civile spagnola, dal 1939 al 1953, quando il presidente era designato dalle autorità del governo. Nel 1953 si tennero le prime elezioni semi-democratiche, in cui poterono votare tutti i soci maschi maggiorenni. Dal 1978 il presidente è eletto per suffragio universale. Le elezioni si svolgono ogni quattro anni e vi possono votare ed essere votati tutti i soci e socie del club che hanno compiuto 18 anni, con alle spalle almeno un anno di adesione al club.
Il presidente sceglie i membri della Giunta Direttiva, che sono ratificati da un'assemblea di "soci rappresentanti": 300 soci maggiorenni eletti a sorte e partecipanti, per un biennio, alle assemblee annuali dei soci, con diritto di parola e di voto, in rappresentanza di tutti i soci del club. Secondo la legislazione sportiva spagnola tutti i direttivi devono presentare avalli economici pari al 15% del bilancio annuale del club.
Tra l’ipotetico progetto di Rosella Sensi e quello del club blaugrana ci sono, tuttavia, sostanziali differenze. Nel caso del club capitolino, infatti, le redini societarie resterebbero saldamente nelle mani dell’attuale dirigenza. Non sembra inoltre prevista alcuna votazione per le nomine dirigenziali. Poi c’è una forte divergenza socio-politica. Alla base della filosofia del Barcellona c’è il forte radicamento identitario dei suoi sostenitori. Una chiara dimostrazione è stata la scelta del Barça di rifiutare gli sponsor sulla maglia, poichè i colori tradizionali della squadra, il blu e il granata, sono visti come un simbolo della Catalogna e i loghi degli sponsor sono considerati invadenti. Perfino l'azienda produttrice del completo, nonché sponsor tecnico della società , la Nike, è stata oggetto di critiche per il logo presente sulle divise ufficiali. Le ragioni di questa drastica decisione è da ricondursi al motto della società : El Barça és més que un club.
(3 febbraio 2010)

Twitter
Myspace
Digg
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Facebook





