L'anima e il corpo
Francesco Zanardi, il 38enne imprenditore informatico e fondatore del movimento Gay Italiani, è in sciopero della fame da 32 giorni per chiedere il riconoscimento della sua unione con il compagno 22enne Manuel Incorvaia. E’ stato ricoverato ieri sera, dopo un intervento della guardia medica, per lipotimia e sindrome depressiva. "Mi sono sottoposto alle cure di idratazione e di pronto soccorso, ho rifiutato il ricovero in ospedale, ora sono molto affaticato ma mi sento bene. I valori del sangue sono nella normalità grazie agli integratori, ho un po' di anemia" ha scritto Zanardi in una nota. Che ha poi aggiunto: “Si va avanti, a giorni sospenderò lo sciopero dopo avere chiesto asilo politico alla Spagna”.
Zanardi ha annunciato di avere chiesto, insieme al suo compagno, l'asilo politico alla Spagna, in quanto in base alla Convenzione di Ginevra, si ritiene “perseguitato dallo Stato Italiano in quanto omosessuale, 'per la mia appartenenza ad un determinato gruppo sociale'".
In una lettera inviata all'ambasciata italiana in Spagna ed alle ambasciate di Spagna in Italia e per conoscenza all'Unione europea, Zanardi scrive: "Il governo italiano mi sta lasciando morire di fame. Malgrado moltissime segnalazioni inviate alle maggiori istituzioni italiane da parte dei cittadini, nessuna di queste è mai intervenuta. Viviamo in Italia uno stato di regime, la situazione è molto grave, i parlamentari ignorano i ripetuti richiami dell'Unione europea, censurano e impediscono la divulgazione delle notizie tramite la stampa al punto tale che si parla in tutta Europa, persino negli Stati d'America di questo sciopero, ma non in Italia".
La risposta della Spagna, beffarda, non si è fatta attendere. ''Prendiamo seriamente in considerazione le istanze di chi attua una protesta come lo sciopero della fame. Ma come ambasciata di Spagna non riteniamo che in Italia i gay siano discriminati''.
Lo ha detto, ai microfoni di CNRmedia, Pedro Fernandez, portavoce dell'Ambasciata spagnola a Roma. “Abbiamo ricevuto almeno una trentina di mail di altre coppie gay italiane che ci hanno chiesto asilo politico – ha proseguito Fernandez - abbiamo anche parlato con Zanardi, e siamo sempre pronti ad ascoltarli. Prendiamo molto sul serio questa vicenda ma, ripeto, non possiamo concedere alcun asilo perché non riteniamo che in Italia vi siano atteggiamenti discriminatori contro i gay''. ''Ogni Paese europeo ha la sua legislazione in materia – ha concluso il portavoce dell'ambasciata - non entro nel merito di quella italiana, ma posso dire che non riteniamo vi siano i presupposti per definirla discriminatoria''.

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