L'inascoltato
Pare che la portaerei italiana Cavour abbia attraccato a Santo Domingo. Aiuti ad Haiti che arrivano dopo varie settimane con una nave militare. Da quando il governo italiano ha optato per questa modalità di cooperazione le associazioni pacifiste – la rivista Mosaico di pace – hanno espresso il loro profondo dissenso. Non si può ridurre tutto sempre a questione militare. Gli aiuti umanitari richiedono una intelligenza civile che li orienti. Così si è opposta Pax Christi: “Era proprio necessario utilizzare una nave da guerra, lunga 235 metri, per portare aiuto alla vittime del terremoto?
C’era proprio bisogno, a monte, di costruire una portaerei con un costo di oltre 1200 milioni di euro, pari alla somma raccolta nel mondo dopo la prima settimana dal terremoto di Haiti? Si tratta di una nave che consuma 25.000 litri di carburante ogni ora di navigazione ad alta velocità.
Quante sale operatorie od ospedali da campo si potevano e si possono realizzare con una spesa così folle? Se tutte le ingenti cifre spese ogni anno per la costruzione e l’acquisto di materiale bellico fossero destinate alla promozione e allo sviluppo dei popoli?”.
La pace si costruisce con il cuore e con il cervello. La pace è meno cara della cultura della guerra.
(4 febbraio 2010)

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cosa sa lei del nostro impegno? Cosa sa lei delle nostre vite, di quanta parte ne passiamo sul divano e quanta invece impegnata in prima fila su tanti terreni sociali? Detto questo, non credo comunque che in democrazia si abbia libertà di opinione solo nelle cose che si gesticono in prima persona. L'intero meccanismo del voto e della delega verrebbe altrimenti a crollare, non le pare? Perfino dal mio divano posso dunque continuare a scorgere un'assurdità in aiuti umanitari militarizzati.
Cordialmente,
Susanna Marietti