smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon

L'anima e il corpo


Quelle lotte Radicali in Parlamento
di Marco Incagnola
Marco Boato ha un record: quello dell’ostruzionismo. Boato è stato un parlamentare di lungo corso. Alle sue spalle ha ben 6 legislature. Oggi è esponente di spicco della Federazione dei Verdi. E’ stato tra i fondatori del movimento Lotta Continua, ha aderito ai Cristiani per il Socialismo, ha fatto parte di Democrazia Proletaria. E’ entrato in Parlamento nel ’79 come esponente del Partito Radicale. Ma a differenza di molti suoi compagni di strada, come Marco Taradash, Giovanni Negri, Massimo Teodori, Benedetto della Vedova, Daniele Capezzone ha continuato il suo impegno politico nella sinistra.   
Anche lui, come ogni militante del Partito Radicale che si rispetti, ha la sua battaglia da ricordare, quasi sempre condotta con metodi e pratiche mai usuali. Come quella che condusse nei primi anni ’80. Fu quella la stagione dell’ostruzionismo parlamentare, una pratica dal grande passato che affonda le radici nel ‘700. Contro le leggi emergenziali antiterrorismo di Cossiga, i radicali tengono la parola alla Camera per ben 95 ore.

Marco Boato parlerà per 9 ore di seguito. Pochi giorni fa (30 gennaio 2010) ricorreva il trentennale di quella singolare e memorabile iniziativa ostruzionistica. L’anno successivo, lo stesso Boato, si produsse in un intervento storico di ben 18 ore. L’intervento più lungo della storia Repubblicana.

Così Boato ha ricordato quella vicenda ai microfoni del Tuffatore, la nostra trasmissione in onda su Radio Popolare Roma: «Quella legge dava la possibilità alla polizia di fermare un cittadino, non perché avesse compiuto un reato, ma perché si sospettava che avrebbe potuto commetterlo – ricorda Boato - Una misura da Stato autoritario e in palese violazione della Carta Costituzionale che, notoriamente, prevede solo il fermo di polizia giudiziaria. Fu una battaglia garantista che si concluse vittoriosamente due anni dopo».

La candidatura a Presidente della Regione di Emma Bonino ha acceso tutti i riflettori, in questi giorni, sulla storia del partito politico più longevo d’Italia, tra quelli in attività. La storia del Partito Radicale non si esaurisce nella battaglia antiabortista come certa stampa faziosa e guerreggiante, impegnata nella battaglia elettorale, vorrebbe far credere.

Lo sciopero della fame, ad esempio, è ormai entrato nell’immaginario politico nazionale come strumento di lotta non violenta. Uno strumento utilizzato dai Radicali anche su battaglie ritenute dall’opinione pubblica meno rilevanti, o comunque non legittimanti l’uso strumentale del proprio corpo. Spesso ci si è chiesto quale fosse il limite giusto nell’uso del proprio corpo per ragioni politiche.  Sergio D’Elia, nei radicali dal 1986 e segretario dell’associazione ‘Nessuno Tocchi Caino’, parla di «coerenza di mezzi e fini. Lo sciopero della fame non è una forma di protesta. Esso propone sempre qualcosa a quel potere rispetto al quale non esercita alcun ricatto. Lo sciopero della fame è volto ad affermare innanzitutto la legalità di quel potere che non riesce lui stesso a rispettarla. Guai se lo sciopero della fame chiedesse al potere altro da quello che il potere, per sua decisione, per sua convenzione, per suo statuto ha già deciso di fare e non riesce a fare».

Secondo D’Elia «affermare la legalità del potere rafforza il potere a fare scelte che spesso non fa per disattenzione o per incapacità. C’è anche un aspetto emblematico. Pannella parla spesso del ‘dare corpo’ alla propria lotta politica. Cosa c’è di più emblematico di un corpo che nel dimagrire trasferisce le proprie energie al proprio interlocutore? Lo sciopero della fame, insomma, ti dà una disciplina che è quella dei tempi della lotta politica che altrimenti perderesti».

Articolo pubblicato su Terra il 4 febbraio 2010 

(5 febbraio 2010)
 

Aggiungi il tuo commento

Il tuo nome:
Oggetto:
Commento:






Punti di vista

-----------------------------

Il videoeditoriale

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

I versi della Giulia

-----------------------------

Italia/Mondo

-----------------------------

Democrazia Globale/
Democrazia Locale

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

La segnalazione

-----------------------------

Roma/Lazio

-----------------------------

Comune di Roma

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

LINKmedia

Il Tuffatore
su Radio Popolare Roma

su Youtube

su Mogulus
Ascolta Radio Popolare
Ascolta Radio Popolare


Speciali

-----------------------------

--------------------

Sotto al cavalcavia

--------------------
Speciale Onda

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------

-----------------------------




------------------------------------------------------------------------------------------
Linux System
Associazione Link
Sito a cura di Emiliano Nieri email
Autorizzazione del Tribunale Civile di Roma n 25/2009
Disclaimer