Il punto del giorno
8 febbraio 2010. Il congresso dell’Italia dei Valori ha incoronato Antonio Di Pietro presidente del partito. Nessuno avrebbe d’altronde mai potuto dubitarne. E lui, Di Pietro, si è contorto brillantemente sulla candidatura di Vincenzo De Luca a governatore della Campania. Allo stesso modo si è contorto sulle alleanze strategiche nazionali: dopo aver sparato a zero contro il Partito Democratico, adesso afferma che bisogna esserne fedeli alleati. Ha addirittura evocato una futura confluenza. Così fece anche quando, nel 2008, annunciò che avrebbe scelto il gruppo del Partito Democratico per i propri parlamentari, ottenne qualche decina di deputati e senatori, fece il gruppo autonomo. Di Pietro è un politico sanguigno, furbo, sinceramente anti-berlusconiano. È un politico oggi di sinistra, ieri di destra, domani non si sa. Un giorno si scaglia contro gli immigrati, il giorno dopo contro il Governo perché tratta male gli immigrati. L’Italia dei Valori non è la sinistra che manca a questo Paese. Piuttosto, è l’emblema della politica di sinistra che non vorremmo.

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