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L'inascoltato

 

Dejamos correr
di Fiorentina Barbieri  
 
«Muy diferentes de las italianas – ci grida Jorge – cieldas (celle) de 7 metros quadros, duchas privadas, agua caliente! Todo el mundo puede encontrar su mujer o su pareja 2 horas cada mes y los amigos pueden pasar a visitarte! Son regularmente pagadas, al contrario de aquì en Italia, donde los problemas de salud... dejamos correr - come dite voi - lasciamo correre!».

E’ che Jorge, fino a poco tempo fa in carcere in Toscana, rifiutando l’appello si è fatto trasferire a Roma, dove spera di velocizzare le pratiche per scontare la pena in Spagna. Ma le sue condizioni psicologiche e fisiche sono peggiorate, è dimagrito 25 kg.

Angelo, fino a un mese fa detenuto al Nord, ora è agli arresti domiciliari: un anno e mezzo fa gli era stata diagnosticata una broncopolmonite e prescritta una terapia di ... vitamine (?!). Nel maggio scorso sulla schiena era spuntata una pallina che gli causava atroci dolori. Ai medici sembrava un lipoma, lui chiese una tac, ma i turni, si sa. Infine un perito del tribunale diagnosticò quella che dopo due anni di sottovalutazione era diventata una metastasi per un carcinoma polmonare, ormai inoperabile.

E stentiamo a parlare di un uomo che sta vivendo una condizione insopportabile: operato nel 2007 per emorroidi, da allora non è più riuscito a riacquistare le normali funzioni fisiologiche né a trattenere le feci: l’operazione gli ha danneggiato gli sfinteri, ora è urgente reintervenire, ma le visite sono dilazionate ora per indisponibilità del giudice, ora della scorta. Intanto è in cella d’isolamento: è l’unica stanza con bagno.

Giuseppe ha molte fratture, somatica, alla clavicola, a due costole, alla scapola destra e allo spigolo antero inferiore sinistro, ha un versamento pleurico, l’anteriorizzazione della massa laterale, lesioni al plesso destro ed era tossicodipendente. Il rischio è che l'osso della scapola gli buchi un polmone, prende analgesici e psicofarmaci, ma non viene portato in ospedale.

Un dentista in carcere è pagato per un quarto d’ora a prestazione, per questo la carie di Cosimo viene curata con interventi a singhiozzo, per cui, pur dopo la terapia antibiotica di alcuni giorni (a sue spese) e l’anestesia, il dente ha finito per bucarsi e Cosimo deve iniziare da capo, pagandosi però un dentista di fuori, senza timer.

Le medicine sono a carico dei detenuti: quelli che possono comprano un flacone di aspirine anche per chi non può, ma se il tesoretto viene scoperto, il generoso detentore viene punito, per illegalità “di accumulo”: di aspirine, vitamine, multicentrum …

Intanto tra mille “pasticci” ci sono le elezioni regionali: ma i candidati lo sanno che dovrebbero occuparsi anche di loro? Dejamos correr!

 

Articolo pubblicato su Terra il 11 marzo 2010

(12 marzo 2010)

 

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