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L'Inascoltato Daniele Franceschi e gli altri tremila prigionieri del silenzio di Susanna Marietti  È dovuto morire Daniele Franceschi in circostanze non chiare nel carcere francese di Grasse per far ricordare le circa tremila persone prigioniere del silenzio sparse per il mondo. Erano 2.905 gli italiani detenuti all’estero al momento dell’ultima rilevazione effettuata dal Ministero degli Esteri alla fine dello scorso anno. “Prigionieri del silenzio” è l’eloquente nome dell’associazione che disperatamente cerca di portare all’attenzione delle disattente autorità italiane le loro storie. |
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L'Inascoltato
Quel Garante che non c'è
di Patrizio Gonnella*
 Pochi sanno cos’è il National preventive mechanism. Nel linguaggio specialistico dei cultori del diritto internazionale dei diritti umani è l’organismo che deve essere istituito da ogni paese che ratifica il Protocollo addizionale alla Convenzione Onu contro la tortura. Al pari di istituzioni sopranazionali deve trattarsi di un organismo indipendente nazionale a cui è assegnato il compito di ispezionare, monitorare tutti i luoghi di detenzione.
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L'Inascoltato Brainstorming d'evasione
di Fiorentina Barbieri e Gennaro Santoro*  Solito agosto, in cui, a turno, cerchiamo di esserci, specie quest’anno, in cui l’estate - se non altro per i numeri - sembra la peggiore delle stagioni peggiori, a Rebibbia come in qualsiasi carcere. Nei primi mesi di lavoro dello “Sportello per i diritti” si sono precisati i temi di più urgente necessità: le sanzioni disciplinari, la salute, il lavoro. In carcere si può essere sanzionati anche se si è “negligenti” nella cura di sé e della propria cella. Nonostante le Regole penitenziarie europee chiedano che si sia assistiti da un avvocato, le garanzie nel procedimento disciplinare sono scarse e la sanzione comporta l’impossibilità di beneficiare della liberazione anticipata, con un prolungamento effettivo della pena da scontare di ben 45 giorni. Così abbiamo predisposto un reclamo tipo e abbiamo proposto e ottenuto dalla Direzione maggiore trasparenza nella procedura. |
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L'Inascoltato Che strano luogo è il carcere
di Stefano Anastasia*  Consueto pellegrinaggio ferragostano in carcere. Parlamentari, consiglieri regionali e accompagnatori vedranno, ascolteranno, prometteranno. Giriamo a loro questa lettera arrivataci anonimamente da una Casa circondariale emiliana.«Che strano luogo è il carcere. Questa notte all’improvviso, senza che nessuno lo sapesse, hanno trasferito una detenuta … dove? Non è dato sapere. Qui c’è un orario per tutto, come nella vita normale, ma con un grande differenza: tutto viene imposto per obbligo. Tra un po’ ci sarà anche un orario per respirare. Qui è tutto disumanizzato. Qui tutti devono pagare il loro errore, e lo fanno, statene certi! Qui si paga! |
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L'inascoltato Carceri. Lega e Pdl, lacrime di coccodrillo di Patrizio Gonnella*
 Siamo vicini a Ferragosto. Sono trascorsi otto mesi da quando il Governo ha solennemente proclamato lo stato di emergenza penitenziaria. Una presa di coscienza importante a cui non è seguito nulla in termini di provvedimenti concreti. Il sovraffollamento rende intollerabili le condizioni di vita nelle carceri. Ecco una scena classica di vita carceraria italiana: cella in cemento, mura scrostate, tazza del bagno a vista, niente doccia, grandezza di dieci metri quadri dove sono lindate quattro persone per venti ore al giorno. |
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