Fiat chiude stabilimenti per due settimane, ma non è una notizia

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Fiat chiude stabilimenti per due settimane, ma non è una notizia
di Redazione
 

Ci avevano detto che la crisi non esisteva e che erano gli sfigati della sinistra a paventare una crisi immaginaria, poi leggiamo sul sito www.governoberlusconi.it  come “superare la crisi”. Il Ministro Gasparri qualche settimana fa proclamava “Si rassegnino i corvi del centrosinistra la crisi è alle spalle grazie a questo governo ed a questa maggioranza che ha saputo prendere decisioni forti e serie per rilanciare l'economia”.

Ma la crisi c’è o non c’è? Mettendo da parte la voglia di far polemica, la notizia che oggi ci preoccupa e ci fa credere che, nonostante le esternazioni governative, l’Italia non sia riuscita a superare il famoso buco nero, è la chiusura di tutti gli stabilimenti FIAT Auto per due settimane.

La notizia è di quelle che i giornalisti definiscono “brevi” visto che nessun giornale di tiratura nazionale riporta la notizia in prima pagina. Gli unici che danno risalto all’emergenza sono il Mattino e Il Secolo XIX, semplicemente perché territorialmente interessati.

L’azienda, a causa del crollo degli ordinativi nel mese di gennaio ha deciso che gli stabilimenti chiuderanno per due settimane, l'ultima di febbraio e la prima di marzo. La cassa integrazione interesserà Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, la Sevel, Cassino e Pomigliano, in totale circa 30mila lavoratori.

La crisi non è alle spalle come afferma la dura reazione dei Sindacati e come confermano gli ultimi dati  Istat che registrano ad ottobre un’occupazione diminuita dell’1,9 per cento rispetto allo stesso mese del 2008.

Quindi le imprese si trovano ad affrontare cali notevoli di fatturato con una liquidità sempre minore,  ricorrendo in questo modo alla cassa integrazione. Ad oggi tante, troppe sono le aziende che hanno chiuso rami di produzione o hanno cessato definitivamente l’attività produttiva già da diversi mesi.  Ma questo vuol dire anche che sono in scadenza le casse integrazioni e le indennità di disoccupazione. E chi si occuperà di lavoratori che sono ormai fuori dal mercato?

Purtroppo la crisi economica e finanziaria non è psicologica ma colpisce imprese, lavoratori e famiglie e notizie come queste devono essere affrontate per non abbassare la tensione e per costruire misure di emergenza tese alla salvaguardia dei posti di lavoro e al sostegno alle imprese e alle famiglie.

 

(27 gennaio 2010)



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