Dalla crisi allo sviluppo attraverso un nuovo paradigma tecnologico (Parte 2)

La tesi è che c’è bisogno della “distruzione creatrice” di Schumpeter per riprendere un nuovo corso, di una spinta tecnologica che modifichi la struttura economica con l’insorgere di nuovi settori e il progressivo smantellamento di altri. Ma ancor di più, seguendo gli studi di Schumpeter e dei neo-schumpeteriani sulle onde lunghe di Kondratiev, è necessario investire cospicue risorse per accelerare il sorgere di un nuovo paradigma tecnologico, che sappia innescare un nuovo ciclo economico e del lavoro.

Dalla crisi allo sviluppo attraverso un nuovo paradigma tecnologico (Parte 1)

L’idea alla base di quest’analisi, nonché della formulazione di una prospettiva futura, è che l’attuale fase di stasi tecnologica deprima gli investimenti ed i consumi ed infine la crescita. La fine del paradigma tecnologico delle Information and Communication Technologies (ICTs), in vita dagli inizi degli anni ’70, senza il contemporaneo avvio di un nuovo modello tecnologico globalmente condiviso, fautore a valle di processi innovativi capaci di spingere la produttività verso l’alto, determina un perido di “aggiustamento”, di stagnazione e crisi.

Il Punto

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