Pubblichiamo il dossier dell’economista Tommaso Antonucci sulla sanità del Lazio. Perché proprio i conti della sanità del Lazio? Si tratta di una delle Regioni finita nell’occhio del ciclone per l’ingente debito lasciato in eredità dalla Giunta Storace: 10 miliardi di euro. Da allora il Lazio è impegnato in un rigoroso Piano di Rientro con il quale il Governo ha imposto una dieta pesantissima alla Regione attualmente amministrata dalla Giunta Polverini.
Ma parlare del Lazio oggi è anche lo spunto per avviare una riflessione su quale deve e dovrà essere una giusta programmazione sanitaria; quante le risorse utili da mettere a disposizione; come intaccare i centri di spesa per così dire inessenziali. Una riflessione a 360° su un tema spesso ostico e di difficile comprensione. Ci auguriamo che questo documento, oltre ad essere utile per future elaborazioni/ricerche, possa aiutare a stimolare ulteriori riflessioni e approfondimenti. Buona lettura.
Premessa
Il presente documento ha lo scopo fornire informazioni sintetiche sullo stato di salute dei conti regionali, con particolare riferimento alla sanità. Un quadro necessario e propedeutico alla costruzione di una programmazione sanitaria diversa da quella attuale, capace di offrire risposte concrete in termini di salute a tutti i cittadini del Lazio, e non solo, dentro una cornice di efficienza e legalità, non solo contabile.
La necessità di riassumere in poche pagine una grande mole di concetti prima ancora che di numeri, ha determinato una scelta sofferta, quella di raccontare per grandi linee e crudamente, i numeri attuali della Regione Lazio. Numeri preoccupanti sotto molti punti di vista, ma infinitamente migliori rispetto a quelli di soli pochi anni fa, quelli che trovò la giunta Marazzo al suo insediamento nel 2005.
L'attività di risanamento dei conti svolta tra il 2005 ed il 2010, soprattutto in sanità dove era regnante un sistema di illegalità e corruzione diffusa e permeante, non ha compiuto pienamente il suo percorso, pur avendone fatto una grande parte.
Il presente documento non è pensato per fornire elementi di bilancio della sanità a livello di dettaglio, di singole Asl o singoli enti o istituti, cosa che andrà fatta successivamente, non volendo distogliere l'attenzione sulla necessità di valutare prioritariamente i vincoli e le opportunità di una riforma della sanità tanto necessaria quanto utile solo se sarà capace di uscire dai particolarismi, dalle posizioni consolidate negli anni, dai retaggi ideologici, proponendo una formula realmente innovativa nella riorganizzazione della rete ospedaliera a favore della territoriale, nella valorizzazione della produzione anche nel pubblico, nella riorganizzazione del lavoro in sanità dai medici di base a quello svolto nei reparti, nella riappropriazione delle funzioni di legislazione, programmazione, indirizzo e controllo proprie della Regione.
Il documento si compone di cinque sezioni: la prima rivolta a fornire e valutare sinteticamente i numeri della sanità del Lazio con particolare riferimento al debito e al disavanzo sanitario.
La seconda parte è dedicata invece ad illustrare i numeri della Regione Lazio nel suo complesso, al netto e al lordo di quelli della sanità. E' un esercizio fondamentale, non solo per programmare l'auspicata interazione tra spesa sanitaria e spesa sociale, evidentemente al di la della semplice, sebbene ancora non attuata, copertura dei costi delle RSA, ma anche per affrontare, numeri alla mano, eventuali modifiche del Piano di Rientro, dai nuovi investimenti in tecnologia e in edilizia, ai tempi e modi di riduzione delle aliquote fiscali, all'eventuale eliminazione dei ticket sui farmaci e sulle prestazioni specialistiche, alla stabilizzazione dei precari, all'eventuale aumento delle spese socio sanitarie.
La terza parte attiene agli sforzi compiuti per la definanziarizzazione della sanità. E' un tema, quello del rapporto tra Regione e finanza, poco esplorato, che va ben al di la della sanità, pur ovviamente influenzandone in maniera schiacciante le attività, e che attiene alla più generale governance della Regione. Il costo finanziario per interessi ma soprattutto le distorsioni e i vincoli alle scelte della Regione dovute alla strutturale mancanza di liquidità sono notevolissimi.
Non è un caso che il Piano di Rientro parta solo quando ormai si erano nascosti troppi soldi sotto al tappeto e la Regione, da incredibile fonte di guadagno diventa un incredibile debitore, a serissimo rischio di insolvenza. Possibile che si scopra il buco di bilancio e il disavanzo strutturale, tutto insieme, e solo nel 2005? Qualcuno forse, di ben informato, aveva incominciato a intravedere un profilo di rischio troppo alto anche per la seconda regione per PIL d'Italia.
La quarta parte del documento attiene al rapporto tra sanità e federalismo fiscale, processo democratico di trasformazione del paese che riporta in capo ai decisori le responsabilità oltre che le scelte di governo. Le modalità, i tempi e l'intensità di questa trasformazione sono ovviamente fattori fondamentali per una sua equa ed efficace applicazione nel paese. Il documento intende far emergere quegli elementi del rapporto tra sanità e federalismo che potrebbero rendere la Regione Lazio non più forte ma ancor più vulnerabile.
Infine segue una breve sintesi delle principali conclusioni di ogni singola parte.
Scarica qui il dossier I vincoli di bilancio della sanità del Lazio.
(08 settembre 2011)

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