Ieri il centro studi della Cgia di Mestre ha reso pubblici i dati sul precariato in Italia: 3,5milioni sono i precari, con uno stipendio mensile medio di 836 euro. Un esercito composto principalmente da giovani (15-34 anni) a cui viene negata qualsiasi possibilità di progettazione della propria vita.
Le regioni più colpite dalla piaga del precariato sono quelle del sud, ma anche il Lazio con i suoi 347.806 precari (pari al 15.4% degli occupati regionali) non si posiziona fra le regioni più virtuose sul fronte della precarietà.
Un piccolo ma importante segnale di cambiamento arriva oggi dal Consiglio regionale del Lazio, che ha approvato un Ordine del Giorno, presentato da Sinistra Ecologia Libertà, relativo alla stabilizzazione dei lavoratori precari e atipici delle società regionali del Lazio.
La condizione di centinaia di lavoratori delle società regionali è un tema molto delicato, perché questi lavoratori rischiano, per il mancato rinnovo dei contratti, di uscire dai dati relativi alle percentuali sul precariato ed entrare dritti in quelle, ben più allarmanti, della disoccupazione che, ricordiamo, ad oggi è al 36,2% su base nazionale.
“Sono molto contento della sensibilità mostrata dai consiglieri presenti in Aula, si tratta di un segnale importante perché il precariato, soprattutto in un momento di grave crisi come quello che sta attraversando il Paese, è diventato una vera e propria piaga sociale, che rende incerto il futuro delle persone, paralizzando, di conseguenza, una crescita sostenibile ed equa del territorio laziale”. E' quanto ha dichiarato Luigi Nieri, Capogruppo di SEL nel Consiglio regionale del Lazio, che ha presentato l’OdG in Aula.
“Con questo OdG - ha aggiunto Nieri - il Consiglio regionale ha impegnato la Presidente della Regione e la sua Giunta ad attivare nell’immediato tavoli di confronto con le diverse società regionali del Lazio per concordare ogni strumento utile all’avvio di un processo reale, urgente e concreto di stabilizzazione dei lavoratori precari e atipici operanti nell’ambito di tali realtà. Il futuro di questi lavoratori è a rischio, anche per causa dalle recenti disposizioni del Governo nazionale che ha compiuto, in questo senso, scelte scellerate. E’ bene che la Regione Lazio dia, invece, un segnale opposto a quelli lanciati dal Governo Monti in questi mesi. Mi auguro, quindi, che la Presidente Polverini dia seguito immediato alle indicazioni del Consiglio”.
(11 luglio 2012)

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