Non lo ha ancora ufficializzato. Ma sono ormai molti gli indizi che fanno pensare a una candidatura a Sindaco di Roma, il prossimo anno, di Luciano Ciocchetti, attuale vice-Presidente della Giunta Polverini e Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio.

In realtà, nei fatti, sembra di essere di fronte a una vera e propria autocandidatura. Bastava leggere le dichiarazioni dello scorso 23 luglio su Alemanno e Zingaretti per farsi un’idea: “Nessuno dei due è in grado di rappresentare il cambiamento. Alemanno e Zingaretti sono due debolezze – ha affermato l’esponente dell’Udc - Serve anche a Roma un governo di larghe intese. Questo schema bipolare, che dal 1993 in poi ha contrapposto militarmente centrodestra e centrosinistra, ha distrutto questa città. Alle ammnistrative mancano nove mesi, noi vogliamo costruire un grande schieramento di moderati e riformisti che possa comprendere anche Pdl e Pd. È una cosa difficile. Non escludo un candidato dell'Udc ma bisogna uscire dallo schema del candidato sindaco e costruire prima il progetto politico e poi trovare la persona che lo possa interpretare altrimenti, come è accaduto sul tema sicurezza, non cambia nulla".

Non sarebbe proprio una novità quella di Ciocchetti. L’esponente laziale del partito di Casini ci ha già provato nel 2008 raccogliendo, al primo turno, un poco lusinghiero 3,1%. Ma dal 2008 lo scenario è cambiato, e non di poco. Il Pdl è in frantumi, basti guardare ciò che sta avvenendo in Consiglio regionale. Alemanno è in crollo verticale nei sondaggi. I moderati di Casini sono tra i principali sostenitori del Governo Monti e puntano ad accreditarsi come principale forza di Governo, nel Paese e nelle città. Perché allora non tentare la strada del Campidoglio?

Non è un mistero, d’altronde, che il Piano Casa della Giunta Polverini, messo a punto proprio dall’Assessore Ciocchetti, non sia proprio sgradito a numerosi imprenditori che operano proprio nel settore dell’edilizia, viste le numerose deroghe al Piano Regolatore e la possibilità di cementificare in aree prima non edificabili, nonché i cambi di destinazione d’uso di edifici prima non destinabili al mercato immobiliare e residenziale. Con l’ultima versione del Piano Casa, approvata in queste ore in Consiglio regionale, si dà il via libera, inoltre, a quello che le opposizioni hanno ribattezzato 'Piano Chiesa'. Ossia la possibilità di realizzare edifici di culto nelle aree destinate a verde e servizi pubblici nonché la possibilità di aggiungere a queste altre cubature da destinare al mercato residenziale. In poche parole laddove sorgeranno nuove Chiese potranno nascere nuove palazzine. Una colata di cemento senza precedenti. Una norma che, di sicuro, riscuoterà gli apprezzamenti del Vaticano.

Provvedimenti che, di sicuro, attireranno a Ciocchetti tante simpatie in determinati ambienti che contano. Ma se la platea degli ‘estimatori’ potrebbe aumentare, rischia di diminuire la fiducia dei compagni di partito. Non tutti, infatti, all’interno dell’Udc, sembrano vedere di buon occhio la partita che Luciano Ciocchetti sta giocando in prima persona. I rumors parlano di un Udc indeciso e spaccato, a livello laziale e cittadino, e insofferente del ruolo del Vice Presidente della Giunta definito, in modo beffardo, il più’ polveriniano’ del partito di Casini.

Segni di frattura si sono notati anche nell’aula del Consiglio regionale mentre era in discussione la nuova versione del Piano Casa. "Ritengo assolutamente inaccettabile da parte della Giunta ricorrere sulla legge che modifica il piano casa al maxiemendamento che di fatto elimina il confronto sul merito e per questo non partecipo ai lavori d'aula" – ha  dichiarato il consigliere Udc in Regione Lazio Rodolfo Gigli. Che ha poi aggiunto: “Mi riservo, dopo la pausa estiva di valutare attentamente la mia posizione, perché le prerogative del Consiglio regionale vanno salvaguardate".

A molti esponenti dell’Udc non deve andar giù questa accelerazione. Si è parlato spesso di un accordo dell’Udc con Zingaretti. L'imprudenza di Ciocchetti, per un partito avvezzo alla pratica dei due forni, deve essere vista come un azzardo nella partita per il Campidoglio. Ma siamo ancora lontani dalla fase calda delle amministrative. La partita, per tutti, è solo alle prime battute.

 

(27 luglio 2012)



Nuove case e nuove chiese. La strada (di cemento) di Ciocchetti verso il Campidoglio

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