Uno stupro a Roma, l’ennesimo, ha riproposto la questione della sicurezza. I dati statistici elaborati dal Sole 24 ore indicano una crescita del numero dei reati denunciati nell’intero territorio nazionale. Una crescita del 5,4% rispetto al 2010 dopo anni di calo del numero complessivo di denunce.
A parte che il numero di denunce non corrisponde al numero di crimini consumati - esiste infatti un numero oscuro di reati denunciati determinato dalla fiducia o sfiducia nelle forze dell’ordine e nella giustizia nonchè più in generale dal sentire collettivo un fatto quale un disvalore pubblico e criminale – la questione della sicurezza è una questione complessa che non può essere letta e interpretata freddamente e semplicisticamente. Essa è legata alla condizione sociale, economica e culturale di un paese.
Il numero e il tipo di reati commessi sono indicatori del livello di coesione sociale di una comunità, della qualità della vita complessiva in un territorio, del rapporto tra istituzioni e cittadini. In un momento di profonda crisi del paese, con un numero crescente di persone che rasentano la povertà estrema, con un sentimento di totale discredito nelle istituzioni pubbliche, con un vuoto culturale che nessuno (neanche la Chiesa, afflitta da scandali che ci riportano ai tempi lontani delle indulgenze) riesce a colmare, quell’aumento del 5,4% è piuttosto contenuto . Vuol dire che il nostro è un Paese sicuro, che chi vive in Italia ha scelto la via della convivenza anziché quella egoistica della delittuosità.
Detto questo, riteniamo che la prossima campagna elettorale a Roma non debba avere al centro del suo svolgimento il tema della sicurezza.
Alemanno ha vinto nel 2008 lavorando in modo strumentale e vergognoso sulle paure dei romani. A sinistra non gli va reso pan per focaccia. Significherebbe mettersi sul suo stesso piano. La sicurezza è una questione che pertiene alle forze dell’ordine, alle prefetture, ai giudici.
Sbaglia chi nel Partito Democratico imputa ad Alemanno la crescita dei reati. Lui sul tema non ha particolari competenze. Non bisogna fare lo stesso errore politico e culturale di Veltroni nel 2007. Ad Alemanno va imputato l’uso sovrabbondante e insopportabile del tema securitario, non gli va chiesta la sua soluzione. Alemanno deve riconoscere che ha giocato furbescamente nella precedente campagna elettorale. La sinistra deve essere capace di cambiare scenario e paradigma.
La sinistra deve spiegare che ogni crimine nasce nella società. I reati predatori nascono infatti nella indigenza e nell’egoismo sociale. Lo stupro nasce nell’indifferenza e nel machismo.
Lo stupro è un crimine a sé che ci riporta all’antica questione del rapporto tra i generi, alla sessualità, al rispetto profondo della donna. Lo stupro è una violenza che sottintende un modo di pensare diffuso fondato sul predominio maschile. Se però a commetterlo è un nordafricano tutti si ribellano. Se invece esso si consuma nelle mura delle case pochi ne parlano, pochissimi lo criticano. Se la donna è mercificata nel nostro sistema delle relazioni pubbliche e commerciali ancora di meno sono coloro i quali manifestano un sentimento di indignazione.
Se non diciamo questo agli elettori, se ci adeguiamo al terreno friabile e illiberale della destra, saremo culturalmente, socialmente e politicamente perdenti.
(22 agosto 2012)

Ancora una volta Giorgio Napolitano ha spiazzato tutti. La soluzione disegnata dal Presidente della Repubblica sembra avvicinarsi alla prorogatio proposta dal grillino prof. Becchi, con alcune importanti correzioni. leggi tutto
Linux System - Autorizzazione del Tribunale Civile di Roma n 25/2009 - Disclaimer - Scrivi - Chi Siamo - Login