Sono oramai vent’anni che le riforme elettorali si susseguono nell’interesse di chi le fa anziché nell’interesse del Paese e della democrazia. Sono vent’anni che cambiamo il modo di eleggere i nostri rappresentanti; siamo passati dal proporzionale al maggioritario per poi approdare al porcelllum dopo aver approvato miscugli vari incomprensibili a un giurista di media fama. Abbiamo sistemi elettorali diversi per votare al parlamento europeo, al parlamento nazionale, alla regione, alla provincia, al comune.

Possiamo a ragion veduta dire che la legge elettorale della prima repubblica – proporzionale senza sbarramenti – era forse l’unica a essere coerente col volere dei costituenti. All’inizio degli anni novanta si disse che non assicurava stabilità e che permetteva la frammentazione. Ora grazie all’iper maggioritario porcellum abbiamo i gruppi parlamentari più fantasiosi: Noi sud, Responsabili etc. etc.

E’ iniziata da qualche giorno una fase di dialogo tra Pd e Pdl per cambiare la legge attualmente in vigore. Dubitiamo che verrà presa una decisione nell’interesse pubblico. Ognuno probabilmente ragionerà intorno al vantaggio che potrebbe averne. È giusto però che anche a sinistra si vada a dialogare con tutti, anche con chi in questo momento fa il gioco delle tre carte. Sia chiaro però che non è con i trucchetti che si fa governare Monti anche nella prossima legislatura come capo della grande coalizione.

 

(08 febbraio 2012)



La legge elettorale che verrà

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