Continua il confronto – scontro fra le parti sociali e il Governo sulla riforma del lavoro. La situazione sembra in fase di stallo, considerato che, anche se per motivi totalmente differenti, la riforma Fornero lascia scontenti tutti: Confindustria, piccole e medie imprese, sindacati. La Fornero continua a dirsi decisa ad andare avanti comunque.
E il suo decisionismo comincia forse a sembrare un po’ eccessivo, visto il sostanziale scontento di tutte le parti in causa e la delicatezza della questione.
La sensazione è che il Governo tecnico, magari incoraggiato dai sondaggi di gradimento favorevoli, si sia calato un po’ troppo nella parte di chi ha la soluzione per tutti i mali che affliggono il nostro Paese. Ma questa sorta di presunzione inizia forse a suonare un po’ fuori luogo, se anche il Presidente della Repubblica, principale artefice del Governo tecnico, si sente in dovere di invitare tutti a lavorare per trovare un accordo e a non imporre forzature.
Già sarebbe un passo avanti sostanziale, se la Fornero riuscisse a spiegare meglio e in modo dettagliato cosa comporta concretamente la riforma che vorrebbe imporre. Ad oggi persiste una certa difficoltà a comprendere come la mobilità in uscita (ovvero la riforma dell’articolo 18) si possa trasformare in opportunità concrete per precari e disoccupati, per dirla più banalmente, come la possibilità di licenziare più facilmente chi è al momento più tutelato possa aiutare chi è al momento meno tutelato a trovare impiego.
Se a tutto ciò aggiungiamo più di una battutina di dubbio gusto, condita da odiosi stereotipi antropologici, per giustificare l’ulteriore smantellamento del welfare e la negazione di strumenti quali il reddito minimo, per aiutare giovani e precari ad affrontare la crisi, la frittata è fatta. “L'Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l'anno, con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro”, questa la frase della Fornero di qualche giorno fa, completamente ignorata dai media mainstream.
Non è certo dando dei 'mangiaspaghetti' agli italiani che si convincono i lavoratori e i cittadini tutti ad accettare la strada dei sacrifici e dell’austerity senza una reale contropartita. In questo caso, dopo le abbondanti critiche dispensate a destra e a manca, anche un po' di autocritica non guasterebbe.
(20 marzo 2012)

Ancora una volta Giorgio Napolitano ha spiazzato tutti. La soluzione disegnata dal Presidente della Repubblica sembra avvicinarsi alla prorogatio proposta dal grillino prof. Becchi, con alcune importanti correzioni. leggi tutto
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