Non è facile capire cosa accadrà nei prossimi mesi. Ieri si è consumata la farsa di una trattativa dove il Governo ha voluto simbolicamente annunciare che non esiste più alcun soggetto titolare di un diritto di veto.
A dire il vero l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, oggi al centro dell’interesse pubblico come se esso fosse il freno alla crescita del Pil, fu votato da quasi tutto l’arco parlamentare nel 1970, ossia quarantadue anni fa. Fu Giacomo Brodolini, ministro socialista del lavoro e della previdenza sociale, a istituire una commissione che doveva redigere lo statuto dei lavoratori. A dirigerla fu messo un altro insigne socialista, il professore Gino Giugni, successivamente finito sotto le mire delle Br. Il socialismo riformista fu artefice e protagonista di una delle più alte pagine della democrazia parlamentare italiana. Brodolini era colui il quale si era anche opposto alla permanenza delle gabbie salariali che tanta sperequazione di trattamento economico provocavano tra nord e sud del Paese.
Ora quella tradizione laburista socialista stenta a trovare eredi degni nell’asfittico panorama politico. Monti ieri ha voluto dare un segnale ai suoi amici padroni dei mercati finanziari. Il segnale è più o meno così riassumibile: “la Cgil non impedirà la svolta neoliberista. Noi di loro ce ne freghiamo e andiamo avanti.” II tutto nella speranza (o probabilmente in silenziosa osservanza di un patto segreto) di conquistare il mercato socio-economico italiano senza fare guerre e senza lasciare ostaggi.
L’unica variabile – vista l’opposizione della Cgil che merita grande rispetto – è data da una delle componenti del partito democratico. Si autocensureranno riducendosi a un pietoso silenzio assenziente oppure reagiranno dando dignità alla loro origine di sinistra e offrendo una chance alternativa al Paese? Noi non del Pd, noi di sinistra, non possiamo stare però solo a guardare ciò che accade nel campo democratico. Dobbiamo essere i nuovi protagonisti della sinistra italiana. Dobbiamo esserlo tutti insieme, da chi lavora nel sindacalismo di base a chi produce cultura nella società.
Dobbiamo casa per casa raccontare alla gente nonché occupare tutti gli spazi della comunicazione per raccontare all’opinione pubblica che quella della revisione dell’articolo 18 è l’ennesima prova di forza dei ricchi contro i poveri. Forse l’ultima prima della fine della sinistra italiana. Una fine che va scongiurata. Da questa battaglia dobbiamo uscire più forti. Lo scontro è di classe. Noi siamo dalla parte dei lavoratori.
(21 marzo 2012)

Ancora una volta Giorgio Napolitano ha spiazzato tutti. La soluzione disegnata dal Presidente della Repubblica sembra avvicinarsi alla prorogatio proposta dal grillino prof. Becchi, con alcune importanti correzioni. leggi tutto
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