Ancora a caldo, all’indomani di questi ballottaggi, chiediamoci cosa possiamo imparare, nel Lazio e in Italia, dai risultati usciti dalle urne. Prima considerazione: Rieti va a sinistra e Frosinone va a destra. Dal Lazio arriva un’indicazione chiara e netta al centrosinistra romano e nazionale: si vince quando si mettono in moto pratiche autentiche e non patinate di partecipazione, le quali di per sé spostano l’asse dell’alleanza verso sinistra.
Si vince infatti a Rieti dove le persone di centrosinistra sono state precedentemente consultate e coinvolte attraverso le primarie, si vince quando si mettono in campo candidature davvero alternative come quella di Simone Petrangeli, si vince quando non si tenta di rincorrere a tutti i costi plebisciti posticci, si vince quando la coalizione è coesa.
E quando si perde? Si perde a Frosinone, quando si punta al candidato preconfezionato, si fanno alleanze tattiche e inesistenti nella sostanza, si punta a un centro annegato nella melassa.
Il messaggio è dunque chiaro: dobbiamo procedere verso la strutturazione di un centrosinistra unito, senza vivere della paura di perdere tronconi, che in verità non sono altro che rami secchi legati alla vecchia Democrazia Cristiana.
Se nel 2013 vogliamo vincere a Roma e in Italia dobbiamo seguire un percorso con tappe precise e rispettate: a luglio la sigla di un patto di alleanza programmatico firmato dagli attuali leader di Pd, Sel e Idv e da chiunque altro concordi realmente con i suoi contenuti; a ottobre le primarie di coalizione con candidature vere e alternative, capaci di entusiasmare la gente che poi dovrà andare al voto; a marzo la selezione delle candidature di lista, che non tenga conto solo del pedigree di partito ma guardi veramente nella società; infine, insieme e lealmente, si vada a votare utilizzando l’immagine di chi ha vinto le primarie.
Le tappe del percorso, come quelle del Giro d’Italia, vanno fissate in anticipo. Va fatto adesso. Altrimenti, giorno per giorno, anche la sinistra subirà l’erosione di consensi subita dalla destra.
E qui arriva una seconda considerazione. Per adesso a erodere consensi ai partiti della seconda Repubblica è stato Beppe Grillo. Varie volte su queste colonne abbiamo espresso la nostra preoccupazione per un fenomeno populista e gridato, nei confronti del quale abbiamo molte rimostranze.
Ma dobbiamo dire tuttavia che il Movimento 5 Stelle ha canalizzato quei voti che sarebbero potuti diventare dei voti fascisti. Potevamo avere anche in Italia formazioni neonaziste, come abbiamo visto altrove. C’è il rischio che in futuro le cose non vadano allo stesso modo, e che ci si trovi di fronte a qualche sorpresa della destra estrema.
Evitiamolo con una dimostrazione di intelligenza, onestà, capacità politica e sensibilità umana.
(22 maggio 2012)

Ancora una volta Giorgio Napolitano ha spiazzato tutti. La soluzione disegnata dal Presidente della Repubblica sembra avvicinarsi alla prorogatio proposta dal grillino prof. Becchi, con alcune importanti correzioni. leggi tutto
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