Follini e ButtiglioneVe lo immaginate Bersani, alleato con Casini, che approva una legge che permette i matrimoni tra persone dello stesso sesso? No, non ve lo immaginate. Nessuno di noi lo immagina. Il governo socialista francese di Hollande aveva promesso in campagna elettorale una legge sui matrimoni omosessuali.

Ora, a poco più di un mese dal suo insediamento, ha annunciato che rispetterà la promessa. Lo hanno enfaticamente affermato il primo ministro Jean-Marc Ayrault e il ministro Dominique Bertinotti. Quest’ultima è ministro della famiglia. La famiglia di tutti, non solo quella benedetta dal papa.

A partire dal 2013 in Francia i gay potranno convogliare a nozze e adottare bambini. Un sondaggio pubblico conforta la decisione del governo socialista transalpino. I francesi sono in maggioranza favorevoli all’allargamento dell’area dei diritti. Il tema dei diritti civili, e in particolare dei diritti delle persone omosessuali, non può essere marginalizzato a tema politico secondario. Dal modo in cui una forza politica intende i rapporti sociali, le forme di convivenza civile, l’estensione universale o meno dei diritti umani dipende anche l’atteggiamento che quella forza politica avrà rispetto a tutto il resto.

Il patto tra progressisti e moderati, tanto evocato da Bersani e D’Alema, in realtà è un patto tra moderati (Pd) e reazionari (Udc). Quel patto che di fatto già esiste in Parlamento non è stato neanche capace di conseguire l’obiettivo dell’approvazione di una legge contro l’omofobia, che è il minimo che ci si deve attendere in un Paese democratico.

La questione di genere e delle libere scelte di vita sessuale e personale di donne e uomini non è confinabile all’interno dello spazio politico della sinistra radicale. Essa configura negli altri Paesi lo spartiacque tra i reazionari e i progressisti, non tra i socialisti e i comunisti o gli estremisti di qualsiasi sorta.

(4 luglio 2012)



PD e UdC: un patto tra progressisti e moderati o tra moderati e reazionari?

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