Fra sei giorni il Governo Monti festeggia i suoi primi otto mesi di vita. Il nuovo governo, al suo insediamento, suscitò subito l’entusiasmo di quasi tutto il Paese, che si sentì finalmente liberato dal ventennio buio e decadente del berlusconismo.
I super tecnici, quasi come super eroi invocati a risolvere quello che i comuni mortali non possono risolvere, hanno avuto in questi mesi la possibilità di fare cose che nessun governo politico poteva neanche immaginare di fare.
È forse vero che la voglia e il bisogno di cambiamento hanno fatto sì che si canalizzasse nel Governo dei tecnici più speranza di cambiamento di quanta effettivamente fosse verosimile trasformare in azioni concrete. Pur con questa premessa, a otto mesi di distanza, è possibile azzardare un bilancio di natura non pregiudiziale, su quanto effettivamente fatto.
Monti è arrivato, come sempre si trova occasione di ricordare, quando il Paese era sull’orlo del baratro. Erano necessarie scelte forti e persino impopolari per evitare il peggio.
Gli italiani hanno quindi accettato, in pochi mesi e a malincuore, l’aumento indiscriminato delle imposte, l'introduzione dell’Imu sulla prima casa, i tagli orizzontali alle spese e agli investimenti, la riforma del sistema pensionistico e la precarizzazione ingiustificata del mondo del lavoro.
E adesso, dopo otto mesi di macelleria sociale, da quel baratro sembra che l’Italia non si sia allontanata di un centimetro, sempre sulla testa la spada di Damocle dello spread: insensibile ai tanti sacrifici degli italiani, ma, pare, sensibilissimo alle e parole di chi, come il presidente di Confindustria, si permette di criticare l’efficacia dell’azione di governo.
Si sa, con i “se” e con i “ma” non si fa la storia. Eppure i “se” e i “ma” cominciano a diventare tanti. Forse troppi.
(10 luglio 2012)

Ancora una volta Giorgio Napolitano ha spiazzato tutti. La soluzione disegnata dal Presidente della Repubblica sembra avvicinarsi alla prorogatio proposta dal grillino prof. Becchi, con alcune importanti correzioni. leggi tutto
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