La spending review, come la dea bendata, colpisce tutto e tutti senza criteri. Ma mentre i colpi della dea bendata sono colpi di fortuna, quelli della spending review sono colpi di scure che lasciano sul campo morti e feriti.

Fra i tanti settori colpiti, non si sono salvati neanche gli enti di ricerca scientifica, con tagli che ammontano a ben 26 miliardi di euro in tre anni.

A pagare il costo più elevato sarà l’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) che verrà soppresso in nome di una migliore allocazione delle risorse e di una razionalizzazione delle funzioni.

Anche se gli altri enti non hanno ricevuto le stesse attenzioni dell’Inran, saranno tanti gli istituti di ricerca che avranno seri problemi ad andare avanti dopo i pesantissimi tagli.

Il caso più eclatante sembra essere quello dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) che, dopo la ribalta mediatica di questi giorni in seguito alla scoperta del bosone di Higgs (l’ente italiano ha avuto un ruolo di primo piano nel lavoro compiuto al Cern), ha avuto in “premio” dal Governo italiano severi tagli per i prossimi tre anni: 9,1 milioni di euro in meno per il 2012 e 24,3 milioni di euro in meno nel 2013 e nel 2014. Riduzione di risorse pari al 10%, ma considerando che il 50% delle entrate dell’ente sono impiegate per pagare gli stipendi, in pratica i tagli all’attività di ricerca vera e propria saranno di oltre il 20%.

Il presidente dell’Infn, Fernando Ferroni, minaccia le dimissioni e scrive al presidente della Repubblica: "Mi rivolgo a Lei perché ci ha dato l'enorme gioia di inviare ai fisici italiani del Cern un plauso per il successo nella ricerca del bosone di Higgs" scrive Ferroni  "Nel Suo messaggio Lei sottolineava il rilievo internazionale della fisica italiana e il suo prestigio nel mondo. Mi permetto di aggiungere che proprio questo prestigio ha fatto sì che commesse per centinaia di milioni di euro siano arrivate alle Pmi italiane ad alta tecnologia nel corso della costruzione dell'acceleratore di particelle di Ginevra".

Che il nostro Paese abbia bisogno di razionalizzazione nella spesa pubblica è evidente a tutti, ma che questa debba trasformarsi in tagli indiscriminati a settori nevralgici per il rilancio del nostro Paese, ci sembra che abbia molto poco a che vedere con la sfera della razionalità.


Questi i tagli ai finanziamenti degli istituti pubblici di ricerca:

  • Agenzia Spaziale Italiana (ASI): tagli per oltre un milione di euro (0,21%) per il 2012 e 2,8 milioni (0,56%) per il 2013 e 2014.
  • AREA Science Park: tagli per 740.900 euro (9,27%) per il 2012 e 1,9 milioni (24,7%) per il 2013 e 2014 (che fa di quest’ente quello più colpito in percentuale).
  • Centro Fermi: tagli per oltre 70.900 euro (3,82%) per il 2012 e 189.000 (10,2%) per il 2013 e 2014.
  • Consiglio Nazionale per le Ricerche (CNR): tagli per 6 milioni di euro (1,23%) per il 2012 e oltre 16 milioni (3,28%) in meno per il 2013 e 2014.
  • Istituto di Studi Germanici: tagli per 20.800 euro (3,6%) per il 2012 e 55.600 euro (8,16%) per il 2013 e 2014.
  • Istituto nazionale di Alta Matematica (INDAM): tagliati 48.000 euro (2,09%) per il 2012 e 189.000 (5,25%) per 2013 e 2014.
  • Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF): tagli per oltre 389.000 euro (0,48%) per il 2012 e oltre un milione (1,29%) per 2013 e 2014.
  • Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN): tagliati 9 milioni di euro (3,79%) per il 2012 e 24,3 milioni (10,1%) per il 2013 e 2014.
  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV): tagliati 611.400 euro (1,35%) per il 2012 e 1,6 milioni (3,59%) per il 2013 e 2014.
  • Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS): tagliati 486.900 euro (3,90%) per il 2012 e oltre 1,2 milioni (12,4%) per il 2013 e 2014.
  • Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM): tagliati 330.000 euro (1,77%) per il 2012 e 880.900 euro (4,73%) per il 2013 e 2014.
  • Stazione zoologica Anton Dohrn: taglio di 251.000 euro (1,97%) per il 2012 e di 670.000 (5,25%) per 2013 e 2014.

 

(09 luglio 2012)

 

 

 



Spending review. Tagli indiscriminati anche per la ricerca

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